l'io è un mare sconfinato e immisurabile

Blogger: squarcy
io sono colei che mi si crede. caustica e materna, pigra e viaggiatrice, lunatica e testarda, bohémienne e sentimentale, ribelle e possessiva, fortunata al gioco e sfortunata in amore, fiera aralda della perenne lotta contro il mondo, amante del granato e del turchese, dell'art nouveau, delle lingue straniere, della politica e dello shopping.

il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce

la luce. il buio. il nero. il rosso. il verde acido. il turchese. il mare. cantare. suonare il pianoforte. la brezza leggera. la frutta. il sole. scrivere a matita. disegnare. la mia calligrafia. ridere. i miei occhi. fare foto. camminare. ballare. viaggiare in treno. la musica tzigana. le percussioni. gli archi. dublino. parigi. il formaggio. montmartre. trastevere. il francese. il granato. l'ambra. gli abbracci mulino bianco. i tramonti estivi. le righe rosse e nere. le spirali.

l'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito

chi non rispetta i propri simili. la violenza gratuita. il vento forte. l'umidità. la superficialità. l'indifferenza. la falsità. l'ottusità. chi sa solo criticare. chi non sa chiedere scusa. chi perde subito la pazienza, e chi me la fa perdere. chi non si accorge che qualcosa non va. chi mi mette soggezione. chi non sa ascoltare. i silenzi imbarazzanti. l'ignoranza. l'emo. le x, le k e tutti gli stupri della lingua italiana.

chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione

utente anonimo in -piccoli appunti di ...

chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

dove le parole finiscono, inizia la musica

Detektivbyrån - E18

solo la poesia ispira poesia

...lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice "è quattro giorni che ti amo, ti prego non andare via, non lasciarmi ferito"...

molti ammirano, pochi sanno

*loading* paia di occhi hanno letto queste parole
giovedì, 29 marzo 2007

all good things come to an end.


lo dice quella neozoccolona di nelly furtado in una canzone che giuro, non ho mai sentito, e ora lo dico anch'io, dopo mesi di silenzio su questi lidi, per rimarcare il mio abbandono.
perché in ogni caso, ora, riprendere a scrivere su questo spazio non avrebbe senso

dato che il nome stesso ha perso un senso.

blue velvet


tanto tempo fa avevo scelto questo nome perché reduce da un viaggio-concorso memorabile col mio coro, la cui divisa è, appunto, di velluto blu.
ma ora, oggi, la mia avventura corale si è conclusa. in un mare di lacrime, occhi gonfi e rossi, abbracci e parole di incitamento, altri occhi rossi e gonfi a chiedere un ripensamento. ma squarcy ha deciso e nulla la riporterà indietro, perché per una volta che ha preso una decisione chiara (come dice la pubblicità della sambuca molinari) non ci ripensa su.
c'est la vie, la vita che continua, si apre una porta e se ne spalancano tante altre, e non dico che la mia vita deve essere consacrata alla bohème ma più esperienze si fanno e meglio è. e il coro questo lo impedisce. anzi lo impediva.
e da martedì comincerò a sperimentare questa nuova era, di libertà, di mancanza-di-un-pezzo, di pomeriggi liberi.
e chissà che tutto, d'ora in poi, non giri meglio di quanto sia mai stato.

corroso da squarcy alle 22:58 | link | commenti (3)
categorie: musique, ma vie, emo , svolta, tristis est
lunedì, 01 gennaio 2007

durante la lettura di questo post è consigliato l'ascolto di no surprises - radiohead


io ci ho pensato a lungo, giuro, ci ho pensato, è da tanto che ci penso, è stata una riflessione lunga e travagliata la mia. riflessione che stranamente, per essere mia, è arrivata ad una conclusione, che forse non farà piacere a qualcuno. ma era inevitabile.

e siòri e siòre, qui si parla di un addio. un addio a questo blog che ha accompagnato i miei passi per un anno e più, ha raccolto sfoghi lacrime risate gioia musica frasi di canzoni foto rimorsi, ma che ora come ora non sento più come mio. non lo sento più come uno spazio dove potermi esprimere con la libertà di cui una come me ha disperato bisogno, e la colpa di tutto ciò è mia, che spinta da una superbia che molti ben conoscono ho permesso l'accesso a questo angolo a chi non di dovere.

e come può una rondine volare, se vive in una gabbia?

quindi, oltre agli auguri di buon anno, che in altre circostanze avrei condito di caustici sputacchi e lamentele contro il sistema, vi porgo un addio che in fondo addio non è, perché forse ci rincontreremo presto da qualche altra parte, con una nuova carica che forse, a chi ammira le parole della sottoscritta, ne renderà ancor più piacevole la lettura.

e il lasciare in sospeso una certa vicenda che da qualche tempo si trascina è un invito, per coloro di cui sopra, a cercare il nuovo cantuccio di questa poetessa-ma-anche-no che ora vi saluta, ringraziandovi per la stima che le avete accordato in questi 15 mesi circa.

corroso da squarcy alle 19:56 | link | commenti (8)
categorie: emo , svolta
domenica, 31 dicembre 2006

e rieccoci, dopo un anno, a scrivere l'ultimo post dell'anno.
tralasciando il resoconto del mio natale, che è stato inaspettatamente piacevole, passo ad un bilancio dell'anno che sta per finire.
sì lo so, ultimamente sto facendo troppi bilanci di qualsiasi cosa, ma chi lo sa, forse è un segno che sono un'economista nata...?
un bilancio diverso, però. perché ogni mese di quest'anno è stato diverso dal precedente e ad ognuno potrei affibbiare un titolo, meglio, il titolo di una canzone, e stabilire una canzone che gli ha fatto da colonna sonora.
indipercui.

gennaio    la solitudine
la ballata del michè - fabrizio de andré

febbraio  kiss me
l'iditenté - les têtes raides

marzo  no regrets
mezzi litri e canzoni - banda bassotti

aprile  right where it belongs
ever fallen in love (with someone you shouldn't've)? - buzzcocks & la veillée - yann tiersen

maggio  bouquet de nerfs
the blower's daughter - damien rice

giugno  city of delusion
dammi una lametta che mi taglio le vene - rettore

luglio  regno d'acqua
piazza alimonda - francesco guccini

agosto  paris
the clock - thom yorke

settembre  on cultive la distance
elementa - meg

ottobre  I don't know what to do with my life
con la mano levanta - macaco

novembre  I'm eighteen
l'oiseau sans plumes - la rue kétanou

dicembre  amore e disgusto
mysteries - beth gibbons


è stato bello, è stato strano, è stato inaspettato, è stato diverso, è stato davvero unico, è stato tormentato.
un anno da ricordare, insomma.

corroso da squarcy alle 16:11 | link | commenti
categorie: musique, ma vie
venerdì, 22 dicembre 2006

What if all the world's inside of your head
Just creations of your own?



ci sto sottissimo.
il cuore mi batte come un pazzo e non capisco perché, sono seduta e serafica. bah.

ieri sera il concerto del mio coro è stato un piccolo capolavoro. gente fomentata che ci acclamava, e una chiesa fredda che ad un certo punto io quel freddo non l'ho sentito più, anche se ogni tanto tossivo, ma ogni tanto sorridevo anche, e chissà perché.
rimmel di de gregori mi fa commuovere, e un altro bel po' di canzoni mi disegnano davanti agli occhi altri occhi e io sorrido.

dopo il concerto ho bevuto un po', ed ero allegra serena e loquace. ho pensato che se fossi così sempre, senza il bisogno di bere, sarebbe perfetto. perché hai bisogno di bere per essere una persona normalmente socievole, eh? perché??

mais en revanche ho deciso che ci devo provare. perché quel qualcosa che ho dentro e che mi fa stare a metà tra la terra e il cielo sta urlando per uscire.

domani mattina si parte. buon natale a tutti coloro che passeranno di qui. di cuore.

corroso da squarcy alle 17:31 | link | commenti (3)
categorie: smile, musique, ma vie, confusion, emo
mercoledì, 20 dicembre 2006

oggi ho rotto un bicchiere, regalo di natale di anni fa dell'Amica. l'ho poggiato sul tavolo, mi sono voltata e CRASH, si è frantumato a terra in mille pezzi.
ci sono rimasta male, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il film le fate ignoranti
si dice che quando un bicchiere cade e si rompe una persona amata è andata via
ma non ho dato troppo peso a queste rimembranze cinefile.

tra ieri e oggi mi sono perdutamente innamorata di come sei veramente di giovanni allevi. sarà che da quando il suo spartito ha fatto il suo ingresso in casa mia quasi non si sentono altre note provenire dal pianoforte. stamattina quella melodia fluttuava nella mia mente, come un concerto inudibile a chiunque, tranne me.
spesso tendo ad immaginare alcuni momenti della mia vita come la scena di un film. questo accade prevalentemente quando sono da sola e cammino. studio ogni mio movimento, ogni passo ogni sguardo, ogni respiro, vivo come se fossi nell'obiettivo di una cinepresa. e, soprattutto, immagino una colonna sonora adatta a quel momento. sonopazzasonopazzasonopazza

e anche se nessuno la può sentire, la colonna sonora di questi giorni è proprio il brano suddetto. è lui. è lui.
che è bello di una bellezza serena e non sguaiatamente radiosa, è avvolgente, è una carezza, è un abbraccio un bacio una mano che tiene la tua mano.
[sorrisi prego]

corroso da squarcy alle 23:37 | link | commenti (2)
categorie: smile, musique, ma vie, emo
venerdì, 15 dicembre 2006



si spalanca un sipario di sorrisi.


le domande del giorno:
- la morbidezza è una virtù?
- londra è bella, ma ci vivrei?
- cosa vuol dire siam siamesi?
- è possibile rimanere talmente stregati da un paio di occhi da non riuscire a nascondere il sorriso dopo averli osservati da molto vicino?
- meglio un uovo oggi o una gallina domani?

a chi risponde entro natale, ricchi premi e cotillons.

corroso da squarcy alle 23:38 | link | commenti (4)
categorie: smile, ma vie, confusion
lunedì, 11 dicembre 2006

è passato un mese dal mio compleanno, e mi sembra il momento buono per fare un piccolo bilancio. di quest'ultimo mese. delle presunte differenze dall'anno lasciato alle spalle. del compleanno in sé.

e pensandoci su, bisogna proprio dire che questo diciottesimo compleanno è stata una vera merda. preceduto da un litigio epocale con i miei, per cominciare. pochi auguri ricevuti e tanto veleno da parte mia. un concerto meraviglioso perso, e guadagnata una serata che non va proprio annoverata tra le migliori della mia vita (che però è stata compensata dal sabato dopo, per fortuna). la delusione per quel regalo.

questo mese. il primo mese da maggiorenne. in cui ho firmato la mia prima giustificazione, ho aperto il mio conto e mi sono data a folli spese con il mio bancomat. ho fatto le foto per la patente, e giovedì finalmente avrò la visita medica. niente di più, niente di meno.
però i 17 li rimpiango, perché 17 vuol dire spensieratezza e fanciullezza, mentre ora mi sembra di essere già arrivata.
sono pessimista in questi giorni. questa settimana è stata un continuo altalenarsi di quiete e pianti e autolesionismo. culminati ieri sera, abbandonata dalla mia voce venti minuti prima del concerto del mio coro. un maldigolaraffreddorefaringite che è un applauso alla mia idiozia clap clap alla mia giacchetta di velluto clap clap ai miei ma tanto non fa freddo clap clap e è inutile che mi porto l'ombrello tanto mica piove clap clap.

un applauso a me e a quello che (non) ho (ancora) fatto. che coi diciott'anni, in effetti, non c'entra granché.
clap clap.

corroso da squarcy alle 16:38 | link | commenti (4)
categorie: ma vie, argh, emo , tristis est
venerdì, 08 dicembre 2006

when the time bell blows my heart
and I have scored a better day
well nobody made this war of mine
and the moments that I enjoy
a place of love and mistery
I'll be there anytime

in realtà avrei voluto copiare l'intera canzone. scaricatela, sentitela da soli in un posto silenzioso. guardate fuori dalla finestra, verso il cielo.



ieri è stata una giornata sfiancante, un climax di malessere culminato in una scena da film

lei è sull'autobus, seduta vicino al finestrino con la musica nelle orecchie. lei ha un'espressione assorta e guarda fuori, nel vuoto. lei piange.

e poi affievolitosi grazie alle prove di coro e a un'amica che bisogna sempre prima conoscere di giudicare.

eppoi stamattina i libri, le montagne le valanghe di libri, il vecchietto col suo stand molto vecchia libreria che sa di libro vecchio coi libri accatastati senza un ordine, le edizioni underground diobbono quanto odio questa parola e il libro di fumetti con i disegni dell'amico fumettaro, i libri per bambini, i segnalibri a palate. e cos'altro dire se non alessia sei una deficiente -ok questo pur sforzandovi non lo potete capire, désolée-?
e strano che dal sole e il cielo senza una nuvola dell'eur si passi alla buia pioggia presa in pieno senza ombrello al centro di roma, tornando alla macchina dopo un pomeriggio passato a cercare parcheggio e a chiacchierare e a scartare libri insieme all'individua che mi fregò il ragazzo e con cui forse andrò in inter-rail. que c'est beau la vie


e comunque è ufficiale. ci sto sotto.

corroso da squarcy alle 22:15 | link | commenti (1)
categorie: smile, ma vie, emo , weather
domenica, 03 dicembre 2006

sento bisogno di cambiare.
apro ogni giorno questa pagina per controllare eventuali commenti, e la sua vista, sempre la stessa, quasi mi disturba.
e ogni giorno cammino tra le stesse foglie secche con la stessa musica nelle orecchie sotto gli stessi alberi di sempre, per arrivare alla stessa scuola di ieri e di quattro anni fa.
apro l'armadio per cercare qualcosa di nuovo tra gli stessi vestiti ogni mattina, con la stessa agitazione ogni mattina.
mi guardo allo specchio ogni giorno e sono sempre la stessa.

ieri pomeriggio roma era invasa dagli amici di silvio, e via del corso dagli shoppingari natalizi. io mi sono aggiudicata tante idee per i regali di natale, e una metro zeppa di anziani forzitalioti, ragazzine con in vita la bandiera di an, giovani fasci e famiglie destroidi.
no comment.

e presa dall'atmosfera natalizia che ormai ha invaso le vie di questa città, qui dentro ho cambiato musica (grazie a francesco per la segnalazione). che un po' di carillon ci sta tutto.

corroso da squarcy alle 15:39 | link | commenti (4)
categorie: ma vie, emo , so tired
lunedì, 27 novembre 2006

oggi sono scoppiata in lacrime due volte, ed entrambe le volte ho pianto solo per pochi secondi. per lo stesso, stupido, irrisolubile pensiero fisso, che mi ha anche impedito di studiare.
oggi ho scoperto che la canzone del post precedente appartiene ad un cd che io ho a casa, e la mia espressione nel momento in cui dallo stereo hanno cominciato a scorrere quelle note dev'essere stata esilarante.
oggi ho scritto un tema sulle donne, le donne che sono migliori degli uomini, c'ho messo l'anima in quel tema, e poi l'ho fatto leggere ad alcuni miei compagni di classe a cui è piaciuto tanto. e a lei, l'Amica, le mie parole l'hanno commossa, e alla fine su quel foglio di brutta ha lasciato una lacrima.
oggi qualcuno mi ha dedicato una canzone, e io sono arrossita dentro.
oggi ho parlato per un'ora e mezza al telefono, un'altra ora buona l'ho passata su msn, e ho sprecato il restante pomeriggio a cercare di studiare, ad ascoltare canzoni che non sentivo da tanto e a finire, finalmente, un disegno che da troppo avevo sotto mano.
oggi è stata una giornata di quelle un po' così.

corroso da squarcy alle 22:22 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, emo
venerdì, 24 novembre 2006

Now I have heard a hundred violins crying
And I have seen a hundred white doves flying
But nothing is as beautiful as when she believes
...in me


apro questo post con i versi che mi fanno da sottofondo da qualche giorno a questa parte, che se avrete il tempo e la pazienza di cercare su gùgol scoprirete appartenere ad una canzone sul malinconico andante.
e in effetti il mio umore attuale è proprio così, malinconico q.b. ma in fondo sereno, più sereno di qualche tempo fa, dato che qualche dubbio è stato sciolto nel migliore dei modi, e anche perché l'autunno mi fa proprio un bell'effetto e mi ci riconosco appieno, camminare con ben harper rem coldplay radiohead nella mente tra mille foglie secche e un cielo plumbeo sopra la testa e il freddo che ti entra nelle ossa.
e l'autunno, che ormai è appurato che sia la stagione ideale per una certa parte di me che infatti è uscita allo scoperto, di nuovo, più timorosa che mai. che la canzone di cui sopra nutre di speranze e di qualcosa che proprio non saprei definire con una sola parola, ma si avvicina a quello che si sente stando in piedi ad occhi chiusi nel vento, con i guanti da pianista e la sciarpa fin sopra al naso, ben piantati a terra ma con la testa oltre quelle nuvole rosate al tramonto.

per non parlare dei colori, dell'autunno. delle foglie secche per strada e di quelle sotto casa mia che un paio hanno spodestato i due papaveri che avevo appeso sopra la mia scrivania, la scorsa primavera.
perché effettivamente l'estate è finita e i papaveri hanno fatto il loro tempo.

e questa giornata profondamente autunnale mi incatena a casa, ad un tè caldo, al foglio e alla matita. perché mi sa che i miei buoni propositi di correre tra le foglie sono svaniti in un batter di ciglia.


chiudo qui, con l'immagine dei papaveri secchi. e dello specchio della discordia.



corroso da squarcy alle 16:14 | link | commenti (2)
categorie: smile, ma vie, emo
domenica, 19 novembre 2006

specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?

mi guardo in questo specchio, ché ieri non ce n'è stato il tempo, e rêverie annega il mio silenzio.
chi vedo?
una tipa con due occhi stupendi, una fossetta sulla guancia sinistra, qualche boccolo e una maglietta a righe.
mi guardo in questo specchio da vicino e da lontano.
mi guardo in questo specchio e vedo un viso deluso e un po' avvelenato.

questo specchio. perché hai scelto proprio questo specchio? cosa volevi dirmi, con questo specchio? è legato a qualcosa di me, questo specchio?
io credo di no. e allora perché?
perché hai cancellato con un colpo di spugna tutto quello che riguarda me dalla tua memoria? come sei riuscita a dimenticarti dei miei gusti? come?
cos'è successo? cos'è successo?
pochi mesi hanno demolito le certezze di anni passati a camminare nella stessa direzione? è bastato non sentirci per un po', per farmi cadere nel tuo oblio?

questo regalo non è per me. non lo sarebbe stato quattro anni fa, non lo è ora. non lo sarà mai.

e quando mi hai detto non ero sicura che ti piacessero e io ho abbozzato con tutte le mie forze un sorriso, non hai sentito freddo? non un brivido sulla tua pelle?

e ora spiegami. che cosa ci dovrei fare, ora, con questo specchio? e con quegli orecchini e quel ciondolo, così distanti dal mio modo di intendere il bello? cosa ci faccio con la tua firma sterile su quel biglietto di auguri? cosa ci faccio con quei rimasugli di amicizia con cui cerchi di costruire discorsi?

cosa ci faccio con i tuoi saluti stentati, con i tuoi sorrisi vuoti, con il tuo distacco? cosa ci faccio con i tuoi rimproveri?

ogni tuo sguardo è una pugnalata al petto. così vicine, eppure così lontane...e non posso evitare di star male, quando ti vedo così diversa da come ti conoscevo, e quando con quel tuo tono mi commenti. cercando di farlo come un'amica. quando amica non sei più.

mi sembra...impossibile.

corroso da squarcy alle 19:51 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, argh, emo , tristis est
venerdì, 17 novembre 2006

venerdì 17 novembre. un giorno allegro e fortunato.

che passo il pomeriggio a non fare niente, col culo incollato alla solita sedia in attesa del Miracolo, che non arriva, e parto con la solita trafila di pippe mentali e angosce che mi rovinano l'umore e la digestione.

un post inutile, uguale a troppi altri. bleah.

corroso da squarcy alle 22:46 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, argh, tristis est
domenica, 12 novembre 2006

c'era una volta una bambina con gli occhi ghiotti di cielo, i capelli crespi e ribelli, le orecchie affamate di suono e le labbra deserte di baci.
questa piccola esserina vivente attraversò e fu attraversata da migliaia di avventure e sensazioni, spiacevoli e deliziose, il cui leitmotiv era la convinzione di essere, appunto, piccola. convinzione da cui traeva tutti i vantaggi possibili ma di cui, a volte, quasi si vergognava.
poi un giorno si svegliò e si accorse che era arrivato il momento in cui questa convinzione le sarebbe stata strappata via a forza dalla legge.
e lo stesso giorno trovò accanto al suo tè e ai suoi biscotti mattutini una piccola rosa rosa mangiucchiata dagli insetti e un biglietto che annunciava un regalo davvero inaspettato.
e dopo una giornata abbastanza stancante e forse un po' deludente, la sera lesse un altro biglietto, abbinato a un regalo non inaspettato ma soprattutto desiderato. e aprì quella scatola di latta e si riempì le narici del profumo del legno di cedro. proprio come una bambina.


la bambina ora ha 18 anni e perciò è maggiorenne.
e in quanto tale può
    votare
    aprirsi un conto in banca
    bere legalmente gli alcolici
    prendere la patente di guida B
    firmarsi da sola giustificazioni e permessi
    essere arrestata e incarcerata

e deve
    pagare tutti gli ingressi ai musei statali.

corroso da squarcy alle 22:18 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, svolta
venerdì, 10 novembre 2006

mancano ormai poche ore allo scoccare della mezzanotte.

ho ancora un po' di tempo per fare la minorenne, per sentirmi piccola e non perseguibile dalla legge, per considerare  quella scheda elettorale come un inutile pezzo di carta, per sentire il bisogno di far firmare a mia madre un qualsiasi permesso, per farmi dire "sei ancora minorenne, noi abbiamo la responsabilità su di te"


la sto facendo troppo tragica forse.
è che non sono proprio preparata a diventare grande.

corroso da squarcy alle 22:02 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, confusion