sergej mon amour..
forse VOI non ricordate..i tempi erano prematuri, e i visitatori erano pochi;
la musica scorreva in un loOp senza fine, percorrendo con passione le note dello zio Sergej
delle note bellissime, piene di..di...
PIENE
ora quella musica qui ha cessato di scorrere, ma
continua nelle mie dita,
nelle mie dita tozze,
a volte sconfortate, ma grazie al Prelude op.3 n.2
di nuovo soddisfatte...sempre di più
sempre di più...

[segue]...e in momenti come questi, soltanto un bel vals venozelano e una bella e calda camomilla ti aiutano a recuperare le facoltà intellettive utili a riconnetterti alla realtà..
in fondo rientra tutto nella normale routine...in fondo anche buttarsi giù talvolta fa bene...sennò sarebbe tutto troppo bello

gentili cavalieri e leggiadre donzelle, voi così sporadici e gentili visitatori che degnate del vostro sguardo questo loco, permettetemi di oscurarlo per un attimo soltanto con una epistola mesta e malinconica..
e probabilmente questo messaggio sarà giudicato dai lettori (se ce ne saranno) immaturo e capriccioso...e forse lo è, ma prima di tutto è triste, molto troppo triste per questo periodo..
la verità torna sempre a galla: sono una persona mediocre. non sono prima a nessuno, in qualsiasi cosa io faccia c'è e ci sarà sempre nell'eternità qualcuno migliore di me..non riesco bene in niente, in assolutamente niente, sono perennemente adombrata da persone più belle, più intelligenti, più interessanti e più capaci di me...che io stimo e amo, ma di un amore quasi sottomesso...perché vorrei essere come loro
quante cose mi mancano...quante "cose" che io desidero tanto e non avrò mai..
sono una fallita in tutto e per tutto
perdonate, dame e cavalieri, questo mio inutile e breve sfogo...

ADORO sentire le lacrime sgorgare lentamente dai miei occhi, assaporare l'idratazione che quelle regalano alle mie lenti a contatto
godere del tepore che esse concedono alle mie gote tese e immobili, fredde
bagnarmici le ciglia e poi..aspettare le prossime calde stille che lentamente spunteranno e mi doneranno un attimo di serenità, come a garantirmi che
sono ancora viva,
ancora, nonostante dentro di me senta un vuoto, un buco nero, una piaga profonda
e dolorosa,
"come se qualcuno mi avesse tradita"

le mutande della Guinnessportano davvero fortuna!
ci sono giorni in cui ti accorgi che qualcosa in te effettivamente è cambiato e non è più come te lo ricordavi un tempo.
in quei giorni ti accorgi che la tua faccia assomiglia irrimediabilmente sempre di più ad un culo, e la cosa non ti preoccupa. anzi. ti riempie di orgoglio.
ti fa sentire soddisfatta e allegra. ti procura una euforica sensazione di gaudio e letizia che si manifesta nei momenti più disparati, dal seguire una lezione di chimica al defecare placidamente sulla tazza del cesso.
ti fa scoppiare a ridere di botto, perché, ricordando ciò che hai spudoratamente fatto poche ore o minuti addietro, pensi incredula e sorridente, con un'espressione da ebete felice stampata in faccia,
"ma cosa cazzo ho fatto?!?"
e te ne compiaci sempre di più, perché sai che non hai provato vergogna, che hai in un certo senso sfondato una barriera che -secondo la tua mente col fuso orario americano- non eri ancora riuscita ad abbattere.
ed è così che sei piena di quello che hai fatto, non provi rimorsi, non provi timidezza, non provi paura per essere andata dal cosiddetto Nascone, dietro al quale avevi sbavato tutto l'anno scolastico precedente, ed avergli detto senza alcun pudore
"cè, io too devo dì, sei popo 'nfico!"
e ti provoca ironica tenerezza il fatto che lui, nonostante il suo diploma e i suoi 19 anni suonati, sia stato colto da una vampata di color rosso scarlatto in viso e ti abbia risposto imbarazzato
"comunque anche tu sei carina..."

come disse la savia Arianna: "regà, chiamateje 'n manicomio ve prego.."

la nuit blanche
ieri sera..ops...
stanotte...pioggia...pioggia......pioggia...pioggiapioggp iopioggiapioggiap ppioggpioggia.......pioggia...
radici nel cemento
salsa a rotella
e ciocchi di legno...sempre. pioggia.

uff...
...e non è possibile! a distanza di due anni, la stessa situazione:
panico
ansia
paura
crisi
senso di smarrimento
e ora che faccio? la paura di perdere una passione è grande, enorme,
l'instabilità e l'impotenza sono le sensazioni peggiori
dove potrò continuare a suonare?..

rITORNO ALLE ORIGINi
quando aria fredda e calda si scontrano si forma un vento. o almeno questo è ciò che mi hanno sempre insegnato.
vento
una corrente nuova, una vita nuova, un qualcosa di nuovo, che tutto soffia e tutto spazza. via. che tutto porta con sé, lontano lontano, dove nemmeno le petit prince coi suoi viaggi potrebbe arrivare...
ma in un attimo quel lontano diviene vicino, prossimo, raggiungibile: basta uno sguardo...

...e tutto /o quasi] ritorna come prima...
Soundtrack: Shandon - Stubnitz
forse è arrivato il momento...il momento giusto. forse gli astri sono propizi. forse è arrivato il mio momento. forse...è finalmente arrivata l'ora di farla finita. e forse ora ne ho la forza. forse.
buio. sudore freddo. asfalto. alberi. fratte. la rete metallica. insetti. un'emulsione olfattiva di merda e fieno. fari delle macchine. e la RSJF nelle orecchie. e...cazzo, dove ho messo il cellulare?!
dove sono? per strada, dove potrei essere?...da sola, sì. a piedi. sto quasi al semaforo. perché non mi sono fatta venire a prendere? evvabbè dai tanto sò arrivata mo. sì. cià cià.
una traversata al buio dai granai a casa mia, con una maledetta busta che sega le dita, l'ombrello della guinness che spunta dalla borsa tremendamente pesante, e le macchine che sfrecciano accanto al marciapiede, la dolce brezza leggera al tramonto di un'estate che NON DEVE finire, NON PUÒ finire così, lasciandosi dietro una scia immensa di ricordi, un sapore dolceamaro che resta in bocca, portando di nuovo, DI BOTTO quell'odiosa realtà che l'estate aveva soffiato delicatamente via...
e ora..dove c'era la brezza leggera, un vento pesante (e cagacazzi), la pioggia battente, il buio perenne - altro che tramonti alle 8 di sera...
ma dove i ricordi, no, non l'oblio...

a volte basta una frase o una parola messa male per farmi sprofondare nell'abisso dell'angoscia più nera...e non c'è niente che mi risollevi dal fondo: quella parola, proprio quella...perché è stata detta? a quale scopo? con quale intento?? la persona che l'ha detta sapeva di ferirmi? l'ha fatto apposta? oppure è solo frutto del suo non pensarci?
oppure sono io che mi faccio troppe pippe mentali?..

e ora come faccio a riprendermi da questa tachicardia nervosa improvvisa?? cazzo ma perché ve la dovete prendere sempre con me su quel maledetto guestbook...