l'io è un mare sconfinato e immisurabile

Blogger: squarcy
io sono colei che mi si crede. caustica e materna, pigra e viaggiatrice, lunatica e testarda, bohémienne e sentimentale, ribelle e possessiva, fortunata al gioco e sfortunata in amore, fiera aralda della perenne lotta contro il mondo, amante del granato e del turchese, dell'art nouveau, delle lingue straniere, della politica e dello shopping.

il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce

la luce. il buio. il nero. il rosso. il verde acido. il turchese. il mare. cantare. suonare il pianoforte. la brezza leggera. la frutta. il sole. scrivere a matita. disegnare. la mia calligrafia. ridere. i miei occhi. fare foto. camminare. ballare. viaggiare in treno. la musica tzigana. le percussioni. gli archi. dublino. parigi. il formaggio. montmartre. trastevere. il francese. il granato. l'ambra. gli abbracci mulino bianco. i tramonti estivi. le righe rosse e nere. le spirali.

l'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito

chi non rispetta i propri simili. la violenza gratuita. il vento forte. l'umidità. la superficialità. l'indifferenza. la falsità. l'ottusità. chi sa solo criticare. chi non sa chiedere scusa. chi perde subito la pazienza, e chi me la fa perdere. chi non si accorge che qualcosa non va. chi mi mette soggezione. chi non sa ascoltare. i silenzi imbarazzanti. l'ignoranza. l'emo. le x, le k e tutti gli stupri della lingua italiana.

chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione

utente anonimo in -piccoli appunti di ...

chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

dove le parole finiscono, inizia la musica

Detektivbyrån - E18

solo la poesia ispira poesia

...lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice "è quattro giorni che ti amo, ti prego non andare via, non lasciarmi ferito"...

molti ammirano, pochi sanno

*loading* paia di occhi hanno letto queste parole
sabato, 31 dicembre 2005

e non capisco se questo frastuono che anima il mio placido quartiere è un temporale che si avvicina o un cazzo di maledetto botto.

corroso da squarcy alle 16:39 | link | commenti (6)
categorie:

aspettate aspettate aspettate....

musa?



a ME???



dico solo che dal momento in cui l'ho visto la prima volta al momento in cui sono andata a dormire, ogni due-tre minuti l'ho riletto per assicurarmi di non averlo sognato.


solo grazie.

corroso da squarcy alle 12:55 | link | commenti
categorie: smile, emo
venerdì, 30 dicembre 2005

fatto. cambiato il template.

e non mi venite a dire che non vi piace.

perché tanto non me ne importa niente.


e soprattutto non venite a lamentarvi del nuovo titolo perché è in francese e voi il francese non lo sapete, anzi ora estinguo tutti i vostri dubbi riguardanti la lingua:

ROYAUME vuol dire REGNO, GITANE vuol dire ZINGARA e D'UNE vuol dire DI UNA.

detto questo, non accetto critiche sulla colonna sonora che non è poi così tanto gitana. è tratta da amélie, e allora? a me piace. è come il vento.


se poi non vi aggradano nemmeno l'header e il nuovo avatar, be', allora potete dire addio a questo blog. perché entrambi provengono dalla mano della sottoscritta.



e finalmente è arrivato l'anno nuovo. come dite? siamo ancora nel 2005? poco importa. quest'anno il capodanno lo anticipo. perché comincia ad irritarmi questa festa che poi festa non è. [se qualcuno ha letto il mio straordinario tema che ho linkato in questo blog, risalente all'ormai lontano 2002, potrà individuare i primi segni di questa contestazione, ndr] mi irrita la ricerca stressante di una casa, festa, piazza o marciapiede su cui sbattere la testa per attendere  e celebrare con gioia la mezzanotte di cambio tra 2005 e 2006. e mi irritano ancor di più i maledettissimi botti che allietano quei ragazzini e ragazzoni coatti senza nient'altro di meglio da fare e per cui spendere soldi e soldi. ma dateli in beneficenza, perdio.

detto ciò, ci risentiamo domenica, con i buoni propositi per l'anno nuovo.



ps. quasi dimenticavo: ho finito di leggere il primo libro della lista.

corroso da squarcy alle 17:39 | link | commenti (3)
categorie: svolta
giovedì, 22 dicembre 2005

ORA SONO CONTENTA.

Perché il concerto è andato bene, e ho riso tanto e cantato con gioia. Sul serio. Sembrano frasi fatte da attribuire ad angioletti in vesti bianche e trombe scintillanti, ma ora lo riferisco a me.

Il concerto era nella chiesa che ho sempre frequentato fino a poco fa, la MIA chiesa, dove ho passato tante ore interminabili...

Ho cantato e riso, ho parlato, ho scherzato, ho capito che non posso abbandonare questa realtà perché sarebbe, detta in termini terra-terra, una vera rosicata.

E alla fine ho salutato tutti e dato a tutti gli auguri, ma proprio a tutti, anche il soggetto con cui ho il rapporto più indefinito.

ORA SONO CONTENTA.

Anche se tra poche ore partirò verso una landa da dove non ho accesso alla rete e al mio mondo, anche se i giorni futuri sono un'incognita angosciante....sono contenta.

Il Natale si avvicina, ed ora non sono più sola!!!

corroso da squarcy alle 23:28 | link | commenti (4)
categorie: smile, musique, ma vie, emo

Sola, un'altra volta.

Sola nel mio cappotto di lana nera a doppio petto che arriva fino a sopra il ginocchio, sola nei miei guantini neri da pianista, sola nel mio maglione verde a righine, sola nella mia borsa verde militare. Sola, nei miei jeans troppo lunghi e nelle mie dr. Marten's nere.

Sola in un marciapiede dove a quest'ora, da sola, non dovrei camminare, sola sotto la luce dei lampioni e alla luce degli abbaglianti, sola col freddo che mi accarezza i capelli senza forma.

Sola nei miei pensieri.

E brilla l'asfalto sotto i miei passi, e questa strada acquista qualcosa di nuovo ogni volta che la percorro, da sola.

Amo camminare da sola, al freddo, al caldo, col sole e al buio. Amo sentire il rumore dei miei passi e del mio respiro.

Ed ecco che il freddo scompare e la mia casa appare in lontananza, ed ecco che sfreccia un camion su questa strada.

E abbasso gli occhi, e penso a me, libera di pensare quello che voglio, libera di esprimermi, libera di non aver paura per le mie ipotesi azzardate.


Sono sola e amo esserlo, e in quei momenti scompare l'intolleranza verso la gente, e diventa stupenda anche una misera foglia secca.


Il Natale è vicino, e io sono lì. Da sola.

corroso da squarcy alle 18:38 | link | commenti (2)
categorie: ma vie, emo , the very best
domenica, 18 dicembre 2005

Stanotte, dopo aver prostituito il mio cervello in un assurdo enigma della rete, ho preso in mano i miei due diari segreti.

Sì. Ho avuto due diari segreti, il primo cominciato intorno agli 8 anni, il secondo nel 2001 e abbandonato l'anno seguente.

Li ho riletti con stupore e sollievo nell'accorgermi che per fortuna tutto quello che c'è scritto è passato. Ho ripercorso fasi orribili della mia vita; il perenne senso d'inferiorità, l'odio verso il mio corpo, la paura verso gli altri, i sogni impossibili ed infranti, i momenti di depressione, il senso di inadeguatezza, gli amori mai corrisposti, l'innocenza infantile. Ho recuperato parti di me che avevo completamente rimosso, forse di proposito, chissà.

E mi chiedo come fosse possibile vivere in quello stato. Mi congratulo con me stessa se penso a come sia riuscita ad uscirne intatta e più forte di prima, e come qualcuno che ha compiuto il mio stesso cammino ancora risenta di quegli anni tremendi.

Osservo i miei disegni sul diario in cui tracciavo ciò che avrei voluto diventare. E se non sono proprio come mi disegnavo, ci manca poco. Queste sono vere soddisfazioni.

E poi ripenso a certi momenti che allora erano catastrofici ed ora mi scivolerebbero addosso come acqua tiepida. Come cambiano le persone.


Ho tremato e sorriso mentre leggevo. E ora sono felice di essere quella che sono.

corroso da squarcy alle 14:09 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, emo
sabato, 17 dicembre 2005

Sabato triste stasera, sabato sera triste in solitudine a casa, sabato sera poi non troppo differente dal mio standard di sabato sera.

Mi sono sfondata di cibo mentre aspettavo mio fratello per cenare insieme, o meglio, ho mangiato tanto pane che non mangiavo da tanto tempo, e mentre tagliavo una fetta mi sono anche tagliata un dito, proprio io che per la troppa sensibilità concernente tagli, iniezioni e prelievi non potrò mai studiare medicina, con mio sommo dispiacere in quanto sono convinta che questa sia l'unica facoltà davvero utile all'umanità. Ma pazienza.

Accendo la tv e metto su France2, nella vana speranza di riuscire ad imparare qualcosa dagli stupidi programmini di quel canale odioso. No, davvero, io France2 lo odio. Meno male che ho la parabola e posso prendere altri canali, ma tanto io non li so visualizzare i canali satellitari.

Insomma il sabato sera di France2 offre un simpatico ed enigmatico programmino in cui alcuni ospiti a me sconosciuti sono seduti attorno ad un tavolo tondo con un buco in mezzo, ridono scherzano e se la tagliano, e nel frattempo scorrono filmati dei più svariati generi, dalle candid camera demenziali alle escursioni in motoscafo, o compaiono dal nulla presunti sosia di cantanti. Ad esempio, ad un certo punto è comparsa una mora vestita come Raffaella Carrà però di colore argento, circondata da uomini ambigui vestiti di bianco, che doveva rappresentare Cher, quella specie di mummia imbalsamata e turgida di botulino. In seguito è apparso un Freddie Mercury dei giorni nostri, pallido di cerone e con una giacchetta bianca da Napoleone, seduto al pianoforte - bianco anch'esso - e palesemente in playback. Una signora di colore sulla cinquantina con un vestito blu di paillettes davvero troppo démodé è comparsa sulla scena attorniata di ballerini in stile "Saturday Night Fever", e solo alla fine della sua esibizione davvero troooooppo anni '70 si è scoperto che ella era in realtà la vera cantante, al secolo Alicia Myers, una delle regine della dance anni'70. Infine, ciliegina sulla torta, un balletto molto Sister Act con suore-pornostar in guepière e autoreggenti, diletto e trastullo di una decina di monaci usciti improvvisamente da una quinta.

Bah.


Nel corso della trasmissione si è parlato anche di Laura Pausini di "La solitudiné", detto alla francese. Laura Pausini, che individua inutile alla comunità. Mi chiedo com'è possibile che, dopo tutto ciò che è successo a Parigi, questa tizia nata negli anni '90 e ancora non estinta nonostante la logorante ripetitività delle sue canzoni possa organizzare un concerto proprio lì, à Paris, come se nulla fosse successo. Probabilmente sono io che mi faccio troppe paranoie, e probabilmente se fosse stato qualche altro cantante (uno qualsiasi tranne Gigi d'Alessio, o Nek, o Ramazzotti, insomma questa gente conosciutissima all'estero) non farei così tante storie.


Per continuare il capitolo "Cronaca della mia vita" vi confido che mi accorgo di essere un'entità insaziabile, sialodatoiddioperaiosempresialodato che ha creato le arance e i mandarini che si sbucciano così facilmente e le mele e le olive che ne posso mangiare in quantità industriale, e mannaggia alla mia mammina che ogni tanto fa apparire tavolette di cioccolato e dolcetti vari in casa. Sigh.


Ora torno all'attività che più sta riempiendo queste giornate, ovvero il disegno, non inteso come meticolosa ricerca della perfezione in una natura morta o in un ritratto o in un dipinto en plein air, ma come rapida e libera espressione dei pensieri che balenano nella mia mente.

Adieu.

corroso da squarcy alle 23:09 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, tristis est
venerdì, 16 dicembre 2005

A VOLTE PENSO DI ESSERE PAZZA.

Ad esempio, quando rido delle disgrazie altrui, ma non con sadismo!, la risata scaturisce da sé e non si placa facilmente.

Oppure quando ripercorro le mie teorie sulla vita umana, l'esistenza di un dio, l'eugenetica e la selezione naturale.

O anche quando osservo i miei disegnini, schizzi inutili per riempire pagine e pagine e ore e ore, che non seguono logica alcuna ma che (a quanto pare) piacciono e incuriosiscono LA GENTE.

Lo penso quando le mie reazioni sono eccessive e senza motivo, quando la paura prende il sopravvento, quando la timidezza, l'asocialità e il terrore per LA GENTE mi offuscano l'udito e mi annebbiano la vista.

Penso di essere pazza quando non piango per ciò di cui bisognerebbe piangere e piango per ciò di cui non bisognerebbe piangere.

Quando il mio umore cambia da un momento all'altro.

Quando l'adrenalina sblocca i freni inibitori e la bocca e il corpo si dissociano dal cervello.



Quando mi soffermo ad esaminare me e la mia storia, penso di essere pazza.

corroso da squarcy alle 23:20 | link | commenti (2)
categorie: ma vie, confusion
giovedì, 15 dicembre 2005

intolleranza.

profonda intolleranza è ciò che sento in questi giorni.

verso la gente, verso la scuola, verso il mondo. tutto (o quasi) mi irrita e innervosisce.
ma che te sta a venì er ciclo??
non tollero la presenza di certe persone, o meglio la naturale disposizione di tali individui a ERRARE.
Errare è umano, perserverare è diabolico.  E allora cazzo, se nun ce sei bono, nun ce riprovà. Smettila.

Inoltre, mi avvolge da tempo un'apatia nebbiosa che ha bloccato del tutto il mio studio. Le mie capacità espressive sono rimaste invariate, certo (ne è prova il 9 preso all'ultimo tema trattante delle banlieues - tema che nemmeno mi lasciava troppo soddisfatta), ma la capacità mnemonica e di concentrazione è visibilmente calata.


E poi...proprio oggi sono stata investita da ciò che più mi fa paura al mondo, dopo la morte e i piccioni e le lucertole.

ovvero, signori e signore...

[RULLO DI TAMBURI]

LA RESPONSABILITA'



ecco. proprio io che ho una paura matta di accollarmi la responsabilità di altre persone, ora ho l'incarico di dover ADDIRITTURA telefonare in Irlanda per prenotare uno stupido albergo per 40 persone, incarico che tutti gli altri rifiutano di assumersi. ma tanto c'è sempre la polla di turno.

pregate per me perché domani farò questa chiamata...anzi, QUESTE CHIAMATE, perché chissà se c'è posto nel primo albergo che chiamerò.

sigh.

corroso da squarcy alle 23:56 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, confusion, argh, acida io
martedì, 13 dicembre 2005

BOLZANETO


ARRESTATO 1. ITALIANO
Mi hanno prelevato al pronto soccorso dell’ospedale, dove ero stato medicato per le ferite durante il corteo. Nel cortile, sceso dal blindato, ho visto molti poliziotti e guardie penitenziarie in divisa. Ho sentito che parlavano di un carabiniere o un poliziotto ucciso. Mi hanno fatto sedere insieme agli altri arrestati su un muretto. Qui mi hanno picchiato con pugni, calci, manganellate e colpi con i caschi. Mi colpivano volutamente sulle ferite. A un certo punto si avvicina un poliziotto, molto grosso, mi prende la mano, mi allarga le dita con le due mani e le divarica violentemente. La mano si è strappata, e io sono svenuto. Rinvengo in infermeria, mi spogliano e mi fanno stendere su un lettino. Uno mi dice: “Ti sei fatto male da solo, vero?”. Avevo paura, ho risposto che ero caduto dalle scale. Mi hanno ricucito la mano senza anestesia, io mi agitavo, e loro mi dicono di stare fermo se no mi danno il resto. Mi hanno dato uno straccio da mordere.

ARRESTATO 2. ITALIANO
Quando arrivo, una donna poliziotto mi conficca le unghie nel collo, poi mi portano nella cella numero 9. Avevo le fascette di plastica ai polsi, mi mettono faccia al muro, in piedi. Un poliziotto mi viene dietro e mi obbliga a dire “viva il duce”: se no, dice, mi spezza la schiena a calci. Ore dopo, quando mi portano via, mi costringono a fare il saluto romano e a marciare in quel modo.

ARRESTATO 4. ITALIANO
Venivo da un ospedale, con un braccio steccato. Alla caserma mi hanno tolto di mano la cartella clinica e strappato gli orecchini. Mi dicono di stare con le braccia alzate nonostante il braccio rotto e da dietro mi colpiscono con pugni e calci, anche alle palle. Uno mi dice: “Morirete tutti voi zecche! Vi ammazzeremo, così vuole Fini, vi facciamo una siringa e subito passa…”.

ARRESTATA 4. FRANCESE
Mi hanno picchiato mentre andavo e tornavo dal bagno. Poi, nella notte, un agente in borghese mi chiama e mi porta in un ufficio, dove ci sono altre cinque persone, tutte in borghese. Mi chiedono se sono incinta. “No”, dico. E loro mi danno uno schiaffo sulla pancia. Mi dicono di firmare dei fogli, io mi rifiuto, voglio vedere cosa c’è scritto, ma mi colpiscono fino a farmi cadere a terra. Mi tagliano tre ciocche di capelli, e io comincio a gridare così forte che alla fine smettono. Anche perché finisco per firmare tutto. Chiedo un avvocato, e mi schiaffeggiano. Mi riportano in cella. Per tutta la notte poliziotti sputano dentro e fanno versi di animali e ci insultano.

ARRESTATO 5. ITALIANO
“Cosa sei venuto a fare, bastardo, zecca, comunista di merda”. Questo mi gridavano mentre ero in piedi nel corridoio, le gambe divaricate e la fronte appoggiata al muro. Di fianco a me, un ragazzo spagnolo chiede una medicina, sta male, cerco di tradurre le sue parole ma mi fanno sbattere la testa contro il muro. Poi, in cella, io ho ancora i lacci ai polsi, vogliono farmi gridare “Viva il duce”. Ma io no, non voglio, e allora mi bruciano con una sigaretta accesa. Fuori sento cantare: “Un due tre viva Pinochet, quattro cinque sei a morte gli ebrei, sette otto nove il negretto non commuove”.

ARRESTATO 6. SPAGNOLO
Ricordo che in infermeria c’erano due persone in camice bianco, uno seduto e l’altro in piedi. Quello seduto mi dice di alzare le braccia, io eseguo e un poliziotto mi dà un pugno tale da spezzarmi una costola. Il medico dice: “Adesso prova a denunciarci”.

ARRESTATA 8. ITALIANA
Quando è venuto il mio turno di andare in bagno, mi ci hanno portato dicendomi “troia” e “puttana”. Mi hanno ficcato la testa dentro il water. Uno mi ha detto: “Che bel culo, ti piace il manganello?”.

ARRESTATO 9. ITALIANO
In infermeria, quando finalmente ci sono arrivato, e dopo aver preso colpi alle reni con un manganello o un bastone, ho mostrato la mano al dottore. “Mi fa molto male”, gli ho detto. Lui l’ha presa e l’ha stretta molto forte. Poi ha sorriso: “Dov’è che ti fa male?”.

ARRESTATA 10. FRANCESE
Io sono la prima ad aver violato la “zona rossa”. Quando mi hanno portato nell’ufficio, mi sono rifiutata di firmare fogli in italiano, che non capivo. Allora mi colpiscono con la mano aperta sulla nuca. E mi mostrano le foto dei miei figli, che avevo nella borsa: “Potresti non rivederli”, dice uno. Io firmo. Mi riportano in cella tra due ali di agenti, che mi colpiscono. Dalla cella vedo un poliziotto che afferra gli arrestati e li picchia contro le sbarre, poi smette e fa il gentile con le donne poliziotto, le corteggia. In bagno, ho v isto una ragazza vomitare, le hanno spinto la faccia nel vomito. In Infermieria mi dicono di spogliarmi, ma ci sono degli uomini e io mi rifiuto, Mi minacciano, Io non ci riesco. Allora una poliziotta mi prende i vestiti e li butta per terra, mi dà un calcio per farmi allargare le gambe.

ARRESTATO 21. ITALIANO
“Benvenuto ad Auschwitz”, mi ha detto un poliziotto subito. Calci, sputi, botte. In infermeria hanno minacciato di tagliarmi un orecchio per togliermi l’orecchino, ma il piercing al naso lo hanno levato con una pinza levapunti.

ARRESTATO 22. MAROCCHINO
Ho una gamba artificiale, e zoppico visibilmente. Eppure, sia nell’androne che in cella mi hanno fatto stare in piedi, le gambe divaricate, la faccia al muro. Ci sono rimasto tutta la notte. Solo una volta sono andato in bagno, e nel corridoio cercavano di farmi lo sgambetto. La mattina sono crollato, allora sono entrati dei poliziotti che mi hanno picchiato con i manganelli.

ARRESTATA 29. TEDESCA
Alla scuola mi avevano rotto una mascella, avevo perduto quattro denti. Ero in cella e chiedevo aiuto, ma solo dopo qualche ora mi ghanno dato un antidolorifico. Quando mi ha visto, il medico, mi ha chiesto come mi ero ferita, ma io non conoscevo la parola “manganello” in italiano, così qualcuno, che mi sembrava un infermiere, ha afferrato un manganello e lo ha brandito a pochi centrimentri dalla mia faccia. Ridevano tutti. Poi mi hanno fatto spogliare, c’erano anche degli poliziotti maschi, ero ancora sporca di sangue e sono rimasta così per dieci minuti, mi sentivo umiliata. Da mangiare mi hanno dato, in tutto il tempo che sono rimasta lì, un pezzo di banana e un panino, ma io non potevo masticare, è ovvio.

corroso da squarcy alle 14:43 | link | commenti (4)
categorie: argh
lunedì, 12 dicembre 2005

conseguentemente alla malattia (per fortuna in via di auto-annientamento), al freddo, alle giornate che durano sempre di meno, alla voglia di dolci, allo spirito tipicamente natalizio del fai-da-te e alla spinta rinnovatrice che investirà il mio blog quanto prima possibile (probabilmente non prima dell'anno venturo), ho deciso di dedicarmi più approfonditamente alla CULTURA. Nello specifico, voglio leggere di più. Perché io non leggo quasi per niente.

Non che io necessiti di esempi letterari da rielaborare per costruire un mio stile, né di nuovi ed astrusi termini da aggiungere nel mio già vasto vocabolario. Solo voglia di infrangere questa mia tendenza a non finire ciò che comincio.

Indi per cui, animata anche dalla voglia di esplorare campi culturali a me semisconosciuti, nei prossimi tempi mi impegnerò a concludere (in ordine) i seguenti libri, cominciati e mai finiti:

"Consigli a un guerriero compassionevole" di Pema Chödrön
"Guerra agli umani" di Wu Ming 2

"Musica" di Elio Matassi
"Apologia di Socrate" di Platone
"Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov
"L'idiota" di Fedor Dostojevski

e cercherò di avventurarmi anche alla volta dei seguenti libri (in ordine sparso) di cui non ho mai letto nemmeno la prima pagina:

"Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco
"Il codice Da Vinci" di Dan Brown
"La metamorfosi" di Franz Kafka
"Dubliners" di James Joyce
"Charlie et la chocolaterie" di Roald Dahl

da notare che gli ultimi due libri non sono in italiano, il primo è in lingua originale comprato rigorosamente nella sua patria natale, il secondo è un pretesto per rimettermi nei binari del francese.


Ce la farò??

Spero di sì.

Pregate per me.

corroso da squarcy alle 18:34 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, svolta, health
domenica, 11 dicembre 2005

e come se non bastassero i sintomi già descritti, è subentrato, con ovvio grande piacere della scrivente, un piacevolissimo bruciore accompagnato dalla signora lacrimazione, interessanti l'occhio destro.

amen.

corroso da squarcy alle 20:57 | link | commenti (2)
categorie: ma vie, health

sto male.

non psicologicamente, figuriamoci.

sto proprio malmessa. ho freddo (questo forse è dovuto al fatto che sotto il solito maglione fraterno non c'è null'altro..ma sono dettagli), mi fa male la gola, parlo come un travello, tossisco (colpetti di tosse stile vecchietta) e starnutisco in continuazione (e questa è una tragedia perché ogni starnuto è una fucilata alla mia faringe infiammata).

inoltre oggi sono anche in semi-digiuno dato che ieri sera, alla polentata con gli amici coristi, mi sono abbottata e ho guadagnato un chilo senza troppi complimenti.

perfetto.


in compenso, il nuovo template è in fase di elaborazione. nella mia testa, ovviamente.

corroso da squarcy alle 18:12 | link | commenti
categorie: ma vie, health

aggiungo che questo template così bianco, poetico ed ingombrante comincia ad irritarmi. cercherò di cambiarlo quanto prima possibile.

corroso da squarcy alle 12:05 | link | commenti (1)
categorie:

ho notato che i miei occhi sono rivolti verso il basso. forse i postumi del trucco di ieri mi ingannano. ma cosa vorrà dire ciò? una tendenza a portare le mie azioni verso un baratro senza fine? o l'essere troppo ancorata alla madre terra?

ai posteri l'ardua sentenza.

corroso da squarcy alle 12:04 | link | commenti (5)
categorie: confusion