l'io è un mare sconfinato e immisurabile

Blogger: squarcy
io sono colei che mi si crede. caustica e materna, pigra e viaggiatrice, lunatica e testarda, bohémienne e sentimentale, ribelle e possessiva, fortunata al gioco e sfortunata in amore, fiera aralda della perenne lotta contro il mondo, amante del granato e del turchese, dell'art nouveau, delle lingue straniere, della politica e dello shopping.

il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce

la luce. il buio. il nero. il rosso. il verde acido. il turchese. il mare. cantare. suonare il pianoforte. la brezza leggera. la frutta. il sole. scrivere a matita. disegnare. la mia calligrafia. ridere. i miei occhi. fare foto. camminare. ballare. viaggiare in treno. la musica tzigana. le percussioni. gli archi. dublino. parigi. il formaggio. montmartre. trastevere. il francese. il granato. l'ambra. gli abbracci mulino bianco. i tramonti estivi. le righe rosse e nere. le spirali.

l'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito

chi non rispetta i propri simili. la violenza gratuita. il vento forte. l'umidità. la superficialità. l'indifferenza. la falsità. l'ottusità. chi sa solo criticare. chi non sa chiedere scusa. chi perde subito la pazienza, e chi me la fa perdere. chi non si accorge che qualcosa non va. chi mi mette soggezione. chi non sa ascoltare. i silenzi imbarazzanti. l'ignoranza. l'emo. le x, le k e tutti gli stupri della lingua italiana.

chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione

utente anonimo in -piccoli appunti di ...

chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

dove le parole finiscono, inizia la musica

Detektivbyrån - E18

solo la poesia ispira poesia

...lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice "è quattro giorni che ti amo, ti prego non andare via, non lasciarmi ferito"...

molti ammirano, pochi sanno

*loading* paia di occhi hanno letto queste parole
martedì, 28 febbraio 2006

anzi no.

corroso da squarcy alle 18:05 | link | commenti (2)
categorie: ma vie, svolta

sono un'idiota.

corroso da squarcy alle 15:10 | link | commenti
categorie: ma vie, confusion, tristis est
lunedì, 27 febbraio 2006

può succedere che


può succedere che in una fredda città del nord europa si cerchi un qualche modo per riscaldarsi.

può succedere che in un ambiente diverso dal solito le mani si intreccino e si sfiorino.

può succedere che in una notte bianca fiocchino complimenti e parole d'affetto mai udite prima.

può succedere che qualcuno si proponga di sua spontanea volontà di sopportare e amare una persona acida, lunatica, odiosa, ribelle, infedele e sfuggevole
come me.


può succedere che, però, qualcuna decida, nonostante tutto, di rifiutare ciò che le è stato offerto.



non prendiamoci in giro.
io in fondo in fondo voglio stare da sola.

corroso da squarcy alle 19:50 | link | commenti
categorie: ma vie, confusion, emo , acida io
domenica, 26 febbraio 2006

Jack è in cucina con Tina
e suona il suo vecchio banjo




cinque giorni davvero freddi cin
que giorni volati via con il vento
cinque giorni costellati da event
i non imprevedibili, deppiù, cinq
ue giorni all'insegna del cammin
are cinque giorni di stanchezza
cinque giorni comunque belli e,
sì, indimenticabili, che sono già
finiti...



ma Berlino è una città stridente che punta al futuro, una città che cammina con una gamba più corta dell'altra, una città immensa, moderna, piena e vuota, ordinata e confusionaria, in poche parole unica. può non piacere ma vale la pena di vederla.

il Tacheles, il Jüdischen Museums, la Kurfürstendamm, l'H&M, il Dunkin' Donuts, la Bäcker Wiedemann, l'Alexanderplatz, il 109, lo Zoologische Garten, il Berlin Mauer, la Friedrichstraße, l'erba trovata per terra.


e il caldo.



corroso da squarcy alle 16:16 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, travelz
domenica, 19 febbraio 2006

oggi è la vigilia!


scrivo da una camera i cui armadi e scaffali sono spalancati, i cui cassetti sono semivuoti e il cui letto è invaso da vestiti. in poche parole, ci sono valigie in corso.

domani si parte! alle 6.30 dovrò trovarmi "sotto la palla di Leonardo" all'aeroporto di Fiumicino. dopodiché, ogni previsione è futile.



parlando d'altro, ieri c'è stata la mia prima lezione di francese. la mia classe è formata da 9 persone; ci sono una mia quasi coetanea, una suorina timidissima, una 46enne logorroica e altri soggetti di importanza minore. ma comunque l'ambiente è gradevole, l'insegnante carinissima e non soporifera (il che è una salvezza visto che il corso si tiene nelle mie "ore dell'abbiocco": 14.30-17.30). il bilancio è quindi più che positivo!

la giornata di oggi continuerà con la convulsa preparazione di questa benedetta valigia e un concerto in una chiesa del centro, che ancora non ho capito come ci arriverò...bah.

corroso da squarcy alle 15:32 | link | commenti (1)
categorie: ma vie
venerdì, 17 febbraio 2006

ben cosciente del fatto che questo blog comincia ad essere aggiornato troppo spesso, non posso non raccontare di questa esilarante e sempre più assurda situazione in cui mi trovo da quando do ripetizioni.

il bimbo a cui do ripetizioni si è, con molte probabilità, follemente innamorato di me. e non lo dico perché scoppio di autostima e vanità, ma in base a dei suoi comportamenti e atteggiamenti che agli occhi di una emerita stronza come la sottoscritta sono grotteschi all'ennesima potenza.

il regazzino in questione gioca sul filo di un rozzo doppio senso, si sente un esperto playboy ma non sa di avere a che fare con la più maledetta delle stronze: egli si improfuma, fa continue allusioni e battutine demenziali, cerca perennemente un, anche minimo, contatto fisico (per non parlare delle occhiate da 14enne arrapato che mi lancia...ma vabbè)

per sfuggire a questa tortura che mi pone continuamente in imbarazzo, la proprietaria di questo blog, la settimana scorsa, ha rifilato al pischello una bella calla (in italiese bugia ndr), ovvero la sua appassionata storia d'amore con un misterioso uomo che per ragioni tecniche ha preso le sembianze da un amico. amico che, nella realtà, apprezza molto i disegni della sottoscritta e vorrebbe sfruttarli commercialmente come decorazioni di magliette e oggettini vari.
la scena (in azzurro il pischello)

Ale, ma quando viene San Valentino?
Martedì...
Ah..e tu cosa fai?
Niente...perché NOI non siamo kitsch e San Valentino lo è!
NOI CHI??

dopo questo argomento, subito abbandonato, la sottoscritta, per contrastare la noia mortale nell'attendere che il regazzino finisse i suoi problemucci di matematica, si è messa a disegnare come suo solito, e quando l'ora è finita il bimbetto li ha osservati con scherno.

Ah che bei disegni, sei proprio un'artista...
Eccerto sono un'artista e diventerò anche famosa perché al MIO UOMO piacciono i miei disegnini e li vuole stampare sulle magliette
Ah..ma...non sta a scuola questo...
Ma c'ha 22 anni, che scuola...
Ah...

ma l'episodio migliore risale a oggi. entro in casa sua, poso il cappotto, mi siedo al tavolo.

Glieli hai dati i disegni??
No...ma a chi??
A QUELLO..

e chiudo dicendo che il tizio ha cercato di esemplificare la forza di attrazione universale dei corpi dicendo "per esempio, tra me e te c'è un'attrazione!!".

no comment.

corroso da squarcy alle 21:30 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, facciadaculo, acida io
giovedì, 16 febbraio 2006

perché tutto sia sereno, occorre essere in pace con sé stessi e con gli altri.

io questa pace non riesco a raggiungerla. il guaio non è far pace col mio cervello, o forse anche sì, ma
la questione più grave è il rapportarsi con gli altri.


ora sono sola in camera mia a scrivere qui, navigo tra i blog dei miei contatti msn..e io quelle persone, con cui bene o male condivido gran parte della mia vita quotidiana, non le sopporto. mi irritano. no, non mi stanno antipatiche. sono anche persone amiche. ma proprio non ce la faccio. mi disturba il solo loro esistere.

eccheccedevofà.


mi sento sempre più distante dalla gente, mi sento diversa, sento di non poter stare tra di loro per una serie di mie convinzioni, idee, punti fermi a cui non rinuncerei per nulla al mondo che mi pongono comunque in un punto diametralmente opposto a quell'universo, secondo me marcio e corrotto, in cui loro sguazzano senza problemi.

è così, non sopporto l'indifferenza, la rassegnazione, l'ignoranza, l'autoflagellazione, il disinteresse. mi rifugio nella compagnia di poche e selezionatissime persone, da cui finisco puntualmente per allontanarmi.


sono nata sbagliata, forse è questo il problema.





corroso da squarcy alle 22:35 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, acida io, tristis est
mercoledì, 15 febbraio 2006

I can live without you
I couldn't stay without you
Do you think I'm goin' on and on?


avete presente quella sensazione di insoddisfazione, quando qualcosa a cui non volevate credere finisce per crollarvi addosso come una pioggia di meteoriti?

è proprio quello che sto sentendo ora. e forse la causa è una questione infantile, ma forse è dalle piccole cose che si comprende appieno l'essenza di una persona.



gli Shandon, il mio gruppo preferito, si sono definitivamente sciolti. era da tempo che se ne sentivano le avvisaglie, ma si sa che quando una realtà non è gradita si fa di tutto per confutarla. e così ho fatto io, sperando che prima o poi si potesse sperare in una riunione dei componenti, almeno  per un concertone d'addio...ma niente da fare. l'altroieri sul loro sito è comparso l'annuncio finale: le strade si separano, abbiamo progetti diametralmente opposti, non abbiamo rimpianti.

e io sono qui ora a iniettarmi per via uditiva tutti i loro cd...la loro musica mi ha accompagnato per i miei primi due anni di liceo, quelli del fomento, quelli del combattiamo il sistema, quelli del fatelamorenonfatelaguerra, ma anche quelli del conflitto interiore, della depressione, del non accettarmi, della timidezza e dell'amore platonico verso qualcuno che quell'amore non se lo meritava...

posso benissimo dire che le loro canzoni mi hanno aiutata a superare certi momenti critici, e riascoltarle mi riporta alla mente anche momenti belli, di spensieratezza e di fiducia nei miei ideali di allora e di ora.


è tristissimo dover accettare questo avvenimento, anche se non ho il feroce rimpianto di non averli mai visti dal vivo...quei venti minuti di concerto al villaggio globale, tra ubriachi, fattoni e maniaci, sono stati stupendi e resteranno per sempre nella mia testolina come uno dei ricordi più belli..

corroso da squarcy alle 20:51 | link | commenti (1)
categorie: musique, ma vie, emo , tristis est
domenica, 12 febbraio 2006

- questo post non è dedicato al dio dei blogghe in quanto egli non mi ha aiutato per niente nel risolvere i problemi telematici di cui sotto. al massimo lo posso dedicare al mio fratello emo che mi ha risolto tutti i problemi riguardanti altervista. -


dato che manca ancora un po' alla mia ora standard di ritiro sotto le coperte, mi trastullo qui a raccontarvi la mia serata di ieri, che è stata emblematica a dir poco.

oh, non aspettatevi la cronaca minuto per minuto...


la mia serata dell'11 febbraio 2006 comincia in un ristorante cinese, con una sedia aggiunta ad un tavolino da due in mezzo al passaggio di cameriere gobbe e vestite di rosso, assistendo alla cena di due amiche fameliche. l'episodio cinese si chiude con una porzione di nutella fritta, che non chiedetemi com'è fatta, a me bastava che ci fosse la nutella.

uscite dal china le tre intrepide esploratrici della notte, dopo aver ricevuto uno sterile sms che attestava che la quarta eventuale esploratrice ci avrebbe pisciato senza alcun ritegno, decidono di dirigersi verso la vivacissima zona di trastevere, per poi tornare a casa in taxi (pratica, agli occhi delle tre dell'apocalisse, del tutto aliena ma nel contempo accattivante). nell'avventurosa traversata verso la fermata dell'autobus, ore 21.30 circa, il trio medusa si imbatte in un esiguo gruppo di rimastini già fatti e mbriachi (ripeto l'ora: 21.30 circa) che si accollano senza pudore alle tre (o meglio, alle altre due per fortuna) con uno sputtanatissimo pretesto: "aòcheccelavetenasigarettaaa??". il trio monnezza, dopo una strenua lotta per la sopravvivenza, si libera finalmente delle presenze moleste, che, a detta delle due aggredite, sbavavano e puzzavano di alcool.

dopo una nemmeno troppo lunga traversata, le tre grazie arrivano su viale trastevere, all'altezza del ministero della pubblica distruzione, e, causa rincoglionitaggine acuta di una di loro che cerca in tutti i modi di depistare il terzetto, ci mettono circa un'ora a raggiungere il fulcro del quartiere: piazza di santa maria in trastevere, ospitante, in quel momento, un ambiguo tizio travestito da mucca circondato da una discreta massa di mamme bambini turisti e rimastini.

le tre pie vagano per trastevere in cerca di un locale in cui rinchiudersi, e nel vagare, sotto fastidiosa e pedante richiesta della scrivente, si fermano a tutte le bancarelle di cui trastevere è disseminata. guardano, spizzano, toccano, esaminano senza poi comprare niente. d'altra parte, bisogna risparmiare i soldi per il taxi!

finalmente le tre (ho finito le espressioni topiche per descrivere un gruppo qualsiasi di tre persone) raggiungono una cornetteria-crêperia-nutelleria da cui escono con cornettazzi e crêpes varie (alla nutella, chettelodicoaffà). pochi metri più avanti, dopo aver selvaggiamente mescolato residui gustosi di cioccolata a stimoli olfattivi di pizza e aver preso, sempre selvaggiamente, per il culo dei visitatori nordici che si chiedevano cosa fossero le spuntature (mia risposta: è quaa carne che tte tirano dietro a carci), il trio si imbatte in un'accattivante lavagnetta che cita RUM E PERA 1,50, e quindi, spinte da una voglia improvvisa di emozioni forti, entrano nel locale a cui la lavagnetta era affissa. il locale in esame era terribilmente affine alla me di tre anni fa, ovvero na cifra fomentatissimo aò combattemo er sistema ascoltandose gli scapè e i pancreas (che infatti facevano da sfondo sonoro al tutto); oltretutto affollatissimo, perciò le donne di poca speranza si adattano a prendere i loro drinks al bancone, non senza essersi prima addobbate nel tentativo di arrampicarsi su quegli spaventosi sgabelloni da bar.

i rummeppera arrivano dalla mano di uno pseudosimpatico barista. la prima delle tre bimbe comincia a sorseggiare il suo rum, e a questo punto entra in scena la sottoscritta che annuncia polemica "mannòòò, il rum va bevuto tutto d'un sorso!!". detto, fatto. la scrivente comincia a ingollare il suo rum fino alle lacrime (prese barbaramente in giro dalle due amiche) e alla tosse violenta che la spingono a bere subito il suo succo di pera. circa dieci secondi dopo aver bevuto il drink, la seconda delle tre comincia ad avvertire i sentori dell'ubriachezza. olé. si pagano i drinks, che stranamente vengono a costare il doppio di quanto l'amica lavagnetta diceva: 9 levri. mortà!

le tre, dopo aver a malincuore pagato, si dirigono verso piazza trilussa, dove si accomodano su una fredda panchina di marmo. dopo poco si avvicina cauto un omino pallido e silenzioso che mormora qualcosa verso di loro. con la sua solita finezza, la scrivente gli risponde "EEEEEEEH????" pensando che egli fosse un vecchio amico d'infanzia della seconda delle tre. il tipo si rivela invece un timido pusherino che ripete, stavolta più chiaramente, "volete un po' d'erba?". la risposta è ovviamente no grazie, per mancanza di cartine e sì, dai, anche perché a noi non è che ci piglia tanto di buttare pleuri dietro all'erba.

passa un po' di tempo e le tre decidono di tornare a casa, ma non senza che prima la sottoscritta avesse l'ultimo sfizio della giornata: un pancake alla nutella. nella crêperia alcuni provoloni mediterranei ci provano con la proprietaria, mentre le tre e la cassiera si ammazzano dalle risate per la scena a dir poco penosa.

dopo quest'ultima pugnalata al fegato, il trio si dirige verso il tram, finalmente, (da segnalare durante il tragitto un momento di commozione della sottoscritta nell'ammirare alcune locandine di una rassegna punk disegnate dal suo amichetto fumettista) e arriva al piazzale della stazione dove comincia ad attendere fiducioso l'autobus. ore 00.15. e l'autobus partiva alle 24 dalla stazione termini (per chi non conosce roma, da termini a trastevere il sabato sera col traffico ci si mette almeno mezz'ora)
ma l'autobus non passa, e si prende il primo che passa di lì, un anonimo notturno. alla fermata raggiunta si continua ad aspettare. niente.

si attraversa la strada: al colmo della disperazione, la prima delle tre ha chiamato il padre per venirci a raccattare. tempo dieci minuti, e l'autobus passa.

poco dopo si avvicina al sito in cui si erano posizionate le tre una macchina il cui modello e colore era lo stesso dell'auto del padre dell'amica. l'amica si dirige fiduciosa verso la vettura: ma il conducente non è il suo consanguineo. olé!

ultimo episodio saliente, un ubbbriacone vagante per la strada che costringe le tre a nascondersi dietro delle macchine e svariati automobilisti maniaci che suonano il clacson passando davanti alle povere fanciulle (ma in effetti c'avevano pure ragione, tre ragazze all'una di notte su una strada deserta cosa ci fanno?!?!)


e stamattina nel letto ero ancora convinta di dover telefonare al taxi, e la nutella..ehm..si è fatta decisamente sentire...sigh.

corroso da squarcy alle 23:51 | link | commenti (1)
categorie: ma vie

non so se il dio dei blog ce l'abbia con me, se si sia offeso per qualche mio sgarbo (che poi, sgarbo, ma quando mai, bestemmio meno di una suorina io), oppure se ce l'abbia in generale con la rete internet e i file multimediali, oppure con splinder o con altervista; fatto sta che ora neanche io riesco a vedere l'header del blog e il disegno di cui sotto, entrambi ospitati dal mio spazio altervista, e nemmeno a sentire la colonna sonora del blog (anche lei su altervista.org), tutte cose che fino a oggi pomeriggio erano perfettamente accessibili da tutti.


embè? emmò che vvolemo fà?

dio dei blog, ti dedicherò il mio prossimo post se mi risolvi sto problemuccio. prometto.

corroso da squarcy alle 22:01 | link | commenti (1)
categorie: argh
sabato, 11 febbraio 2006

non sono solita autocelebrarmi
ma quanno ce vò ce vò






[a gran richiesta, il link dell'immagine di cui sopra, che a quanto pare altervista ha deciso di censurare...]



corroso da squarcy alle 14:45 | link | commenti (5)
categorie: narcisa, my art
venerdì, 10 febbraio 2006

I "NO-GLOBAL" AL GOVERNO?
NO, GRAZIE



questo è ciò che il nostro splendente e sorridente presidente del consiglio mi pone, a caratteri cubitali, davanti agli occhi di ritorno da una visita medica; che già mi rode il culo perché ho sprecato due ore della mia vita dentro ad un ospedale, se poi sono costretta a leggere un'assurdità del genere su un 3x6, allora mi girano davvero i coglioni.

anche se non ce li ho.


l'ignoranza ci circonda. stamattina ho avuto plurimi istinti violenti nei confronti degli altri 1000 esseri viventi che condividono con me la superficie del mio liceo. stamattina la quasi totalità di questo migliaio di rifiuti umani era riunito insieme a me nell'aula magna per una, chiamiamola così, conferenza per il giorno della memoria (sì lo so che era il 27 gennaio, ma noi l'abbiamo celebrata oggi e non chiedetemi perché, ndr), e, avendo invitato per l'occasione un "giusto", un console italiano in Rwanda che negli scontri del 94 ha salvato un duemila persone, abbiamo, nella prima parte della riunione, assistito alla proiezione del film "Hotel Rwanda". io non so se l'avete visto questo film, o se conoscete anche marginalmente la travagliatissima storia del Rwanda. se no, informatevi in fretta. posso solo assicurarvi che anche io, rinomato pezzo di ghiaccio, ho avuto qualche momento di groppo alla gola nel vedere certe scene.


IO. MI. SONO. COMMOSSA.

gli altri mille, no.

gli altri mille ridevano. parlavano. cazzeggiavano allegramente.



ora.
capisco di essere intollerante alla gente per natura, capisco che gli stati d'animo alterati portano a pensieri di cui dopo ci si potrebbe pentire, capisco che a certi ammassi di scorie organiche non bisogna nemmeno attribuire più di tanta intelligenza....ma CAZZO!


SE DI UN GENOCIDIO CHE CONTA UN MILIONE DI MORTI VE NE SBATTETE ALTAMENTE I COGLIONI, CHE CRISTO DI VITA VI APPRESTATE A PERCORRERE?? QUANTE VOLTE CHIUDERETE GLI OCCHI DI FRONTE AL MALE?? DA QUANTI VI FARETE SOTTOMETTERE?? CHE MONDO STATE PER COSTRUIRE???




spero di essere appoggiata dai miei fedeli lettori...

[moi et la rage]

corroso da squarcy alle 20:08 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, argh
domenica, 05 febbraio 2006

ma io, chi sono?


non sono la punkettona bestia da concerto che avrei voluto essere.

non sono l'attivista di centri sociali che avrei voluto essere.

non sono una celebrità dell'impegno politico e sociale come avrei voluto essere.

non sono l'intellettuale riflessiva che avrei voluto essere.

non sono l'artista girovaga e socievole che avrei voluto essere.

non sono la musicista nomade accattona che avrei voluto essere.


non sono la cantante soul che avrei voluto essere.

non sono la ballerina classica che avrei voluto essere.

non sono la fata buona che avrei voluto essere.


non sono la ragazza perfetta che avrei voluto essere.



non sono quello che avrei voluto essere.




sono io. ma io, allora, chi sono?

corroso da squarcy alle 23:07 | link | commenti (4)
categorie: ma vie, confusion, tristis est, the very best
sabato, 04 febbraio 2006

anche il più gelido iceberg può sciogliersi in lacrime, ogni tanto.


ed eccone la prova: io, che secondo qualcuno sarei senza cuore, mi sto commuovendo.

complici, tre foto di fine anno e una canzone.


quanto mi viene da piangere! ripercorro attraverso immagini e scritte i miei ultimi tre-quattro anni di vita.

e scopro che è davvero cambiato tutto, da quel 12 settembre 2002 in cui misi per la prima volta piede nel mio liceo.

tante persone conosciute, tante emozioni provate, tante esperienze fatte. molte lasciate per strada.

e ora cosa ho in mano?


ho in mano e nella mente tanto, anche se non ci penso mai...e nonostante il mio carattere spigoloso, sto raccogliendo quello che ho seminato: e la gente si fida di me.


[il significato di queste parole sarà oscuro ed ermetico agli occhi di chi non stringe con me un rapporto più intimo del semplice commentare i miei post, ma questo mi dice la testa - e il cuore - ora. chuis désolée.]

corroso da squarcy alle 19:29 | link | commenti (1)
categorie: ma vie, emo
mercoledì, 01 febbraio 2006

VOGLIO DIPINGERE LE MIE PARETI

disegnare sulle mie pareti, scrivere, scarabocchiare, creare...

ma non posso imbrattare. non posso inventare. non posso. perché sulle pareti c'è un'orrenda carta da parati. e i mobili sono tutti così bianchi e freddi che passa la voglia...il bianco è gelido e opprimente.


questa breve introduzione mira a colpire gli animi più profondi e i timori sotterranei, le paure e le voglie, e lo stupore.

scrivo a ruota libera.


tra pochi giorni sarò a Berlino, cinque giorni soltanto, ma ce li faremo bastare per dare una scarica elettrica a questa vita troppo piatta. cinque giorni che si preannunciano folli, sregolati, gelidi e vendicativi. se l'alcol farà effetto, la vendetta - tremenda vendetta - sarà compiuta.


altro da dire? Roma è stata investita da un'ondata di caldo e cielo terso spettacolare, sembra di essere a marzo inoltrato e invece è solo il primo di febbraio. il cielo ieri alle 18 era stupendo, di una sfumatura che io adoro vedere d'estate, e che ora mi si presenta davanti anche d'inverno.


corroso da squarcy alle 17:42 | link | commenti (3)
categorie: ma vie, confusion