- questo post non è dedicato al dio dei blogghe in quanto egli non mi ha aiutato per niente nel risolvere i problemi telematici di cui sotto. al massimo lo posso dedicare al mio fratello emo che mi ha risolto tutti i problemi riguardanti altervista. -
dato che manca ancora un po' alla mia ora standard di ritiro sotto le coperte, mi trastullo qui a raccontarvi la mia serata di ieri, che è stata emblematica a dir poco.
oh, non aspettatevi la cronaca minuto per minuto...
la mia serata dell'11 febbraio 2006 comincia in un ristorante cinese, con una sedia aggiunta ad un tavolino da due in mezzo al passaggio di cameriere gobbe e vestite di rosso, assistendo alla cena di due amiche fameliche. l'episodio cinese si chiude con una porzione di nutella fritta, che non chiedetemi com'è fatta, a me bastava che ci fosse la nutella.
uscite dal china le tre intrepide esploratrici della notte, dopo aver ricevuto uno sterile sms che attestava che la quarta eventuale esploratrice ci avrebbe pisciato senza alcun ritegno, decidono di dirigersi verso la vivacissima zona di trastevere, per poi tornare a casa in taxi (pratica, agli occhi delle tre dell'apocalisse, del tutto aliena ma nel contempo accattivante). nell'avventurosa traversata verso la fermata dell'autobus, ore 21.30 circa, il trio medusa si imbatte in un esiguo gruppo di rimastini già fatti e mbriachi (ripeto l'ora: 21.30 circa) che si accollano senza pudore alle tre (o meglio, alle altre due per fortuna) con uno sputtanatissimo pretesto: "aòcheccelavetenasigarettaaa??". il trio monnezza, dopo una strenua lotta per la sopravvivenza, si libera finalmente delle presenze moleste, che, a detta delle due aggredite, sbavavano e puzzavano di alcool.
dopo una nemmeno troppo lunga traversata, le tre grazie arrivano su viale trastevere, all'altezza del ministero della pubblica distruzione, e, causa rincoglionitaggine acuta di una di loro che cerca in tutti i modi di depistare il terzetto, ci mettono circa un'ora a raggiungere il fulcro del quartiere: piazza di santa maria in trastevere, ospitante, in quel momento, un ambiguo tizio travestito da mucca circondato da una discreta massa di mamme bambini turisti e rimastini.
le tre pie vagano per trastevere in cerca di un locale in cui rinchiudersi, e nel vagare, sotto fastidiosa e pedante richiesta della scrivente, si fermano a tutte le bancarelle di cui trastevere è disseminata. guardano, spizzano, toccano, esaminano senza poi comprare niente. d'altra parte, bisogna risparmiare i soldi per il taxi!
finalmente le tre (ho finito le espressioni topiche per descrivere un gruppo qualsiasi di tre persone) raggiungono una cornetteria-crêperia-nutelleria da cui escono con cornettazzi e crêpes varie (alla nutella, chettelodicoaffà). pochi metri più avanti, dopo aver selvaggiamente mescolato residui gustosi di cioccolata a stimoli olfattivi di pizza e aver preso, sempre selvaggiamente, per il culo dei visitatori nordici che si chiedevano cosa fossero le spuntature (mia risposta: è quaa carne che tte tirano dietro a carci), il trio si imbatte in un'accattivante lavagnetta che cita RUM E PERA 1,50, e quindi, spinte da una voglia improvvisa di emozioni forti, entrano nel locale a cui la lavagnetta era affissa. il locale in esame era terribilmente affine alla me di tre anni fa, ovvero na cifra fomentatissimo aò combattemo er sistema ascoltandose gli scapè e i pancreas (che infatti facevano da sfondo sonoro al tutto); oltretutto affollatissimo, perciò le donne di poca speranza si adattano a prendere i loro drinks al bancone, non senza essersi prima addobbate nel tentativo di arrampicarsi su quegli spaventosi sgabelloni da bar.
i rummeppera arrivano dalla mano di uno pseudosimpatico barista. la prima delle tre bimbe comincia a sorseggiare il suo rum, e a questo punto entra in scena la sottoscritta che annuncia polemica "mannòòò, il rum va bevuto tutto d'un sorso!!". detto, fatto. la scrivente comincia a ingollare il suo rum fino alle lacrime (prese barbaramente in giro dalle due amiche) e alla tosse violenta che la spingono a bere subito il suo succo di pera. circa dieci secondi dopo aver bevuto il drink, la seconda delle tre comincia ad avvertire i sentori dell'ubriachezza. olé. si pagano i drinks, che stranamente vengono a costare il doppio di quanto l'amica lavagnetta diceva: 9 levri. mortà!
le tre, dopo aver a malincuore pagato, si dirigono verso piazza trilussa, dove si accomodano su una fredda panchina di marmo. dopo poco si avvicina cauto un omino pallido e silenzioso che mormora qualcosa verso di loro. con la sua solita finezza, la scrivente gli risponde "EEEEEEEH????" pensando che egli fosse un vecchio amico d'infanzia della seconda delle tre. il tipo si rivela invece un timido pusherino che ripete, stavolta più chiaramente, "volete un po' d'erba?". la risposta è ovviamente no grazie, per mancanza di cartine e sì, dai, anche perché a noi non è che ci piglia tanto di buttare pleuri dietro all'erba.
passa un po' di tempo e le tre decidono di tornare a casa, ma non senza che prima la sottoscritta avesse l'ultimo sfizio della giornata: un pancake alla nutella. nella crêperia alcuni provoloni mediterranei ci provano con la proprietaria, mentre le tre e la cassiera si ammazzano dalle risate per la scena a dir poco penosa.
dopo quest'ultima pugnalata al fegato, il trio si dirige verso il tram, finalmente, (da segnalare durante il tragitto un momento di commozione della sottoscritta nell'ammirare alcune locandine di una rassegna punk disegnate dal suo amichetto fumettista) e arriva al piazzale della stazione dove comincia ad attendere fiducioso l'autobus. ore 00.15. e l'autobus partiva alle 24 dalla stazione termini (per chi non conosce roma, da termini a trastevere il sabato sera col traffico ci si mette almeno mezz'ora)
ma l'autobus non passa, e si prende il primo che passa di lì, un anonimo notturno. alla fermata raggiunta si continua ad aspettare. niente.
si attraversa la strada: al colmo della disperazione, la prima delle tre ha chiamato il padre per venirci a raccattare. tempo dieci minuti, e l'autobus passa.
poco dopo si avvicina al sito in cui si erano posizionate le tre una macchina il cui modello e colore era lo stesso dell'auto del padre dell'amica. l'amica si dirige fiduciosa verso la vettura: ma il conducente non è il suo consanguineo. olé!
ultimo episodio saliente, un ubbbriacone vagante per la strada che costringe le tre a nascondersi dietro delle macchine e svariati automobilisti maniaci che suonano il clacson passando davanti alle povere fanciulle (ma in effetti c'avevano pure ragione, tre ragazze all'una di notte su una strada deserta cosa ci fanno?!?!)
e stamattina nel letto ero ancora convinta di dover telefonare al taxi, e la nutella..ehm..si è fatta decisamente sentire...sigh.