cosa vuol dire portare ai lobi due paia di pendenti? il primo, argento e onice, comprato sotto la casa di colui che per due anni e più ha detenuto l'esclusiva dei miei pensieri, appeso ai primi buchi fatti mille e mille anni fa,
che non ho cacciato un urlo né un lamento nonostante la fin troppo tenera età, e il secondo, argentato disegno celtico, comprato
in un giorno di pioggia in un negozietto di una certa piovosa capitale europea sotto gli occhi di colui che scatenò la lite con una delle mie compagne di vita più strette, qualche millimetro più su, in quei buchi clandestini che facevano tanto male ma pulsavano così tanta libertà..
vuol dire sentire
un tintinnìo ad ogni passo, un piccolo suono eppure così distinto, ma così delicato che lo puoi sentire solo tu, e appartiene solo a te e scavalca con naturalezza tutto il caos che ti circonda, il rimbombo di una stanza antica+una voce irritante, i turisti giappocinesi e i flash e le turiste francesi in tacchi e vestito da sera, le carrozze coi cavalli, i taxi bloccati dai turisti, le commesse invadenti e via del corso alle ore diciotto del sabato, col sole che tramonta laggiù verso il tevere e il buio che non riesce a coprire il fiume di gente che invade l'asfalto
che me ne ero quasi scordata com'è quella via di sabato pomeriggio, troppo piena, troppo caotica, troppe volte ci ho camminato nel buio con una giacca troppo leggera e il vento sul collo, abbracciata all'amica di turno e poi rinchiusa in uno dei tanti negozi a cercare chissà quale cd o a rimirare chissà quale vestito da vampira, entrambi mai comprati, e poi dritta verso piazza del popolo con la sua popolazione di dark ubriachi e artisti di strada e incontri di ogni genere.
e quale che sia, l'autobus come al solito mi rievoca troppi ricordi, ed ecco che tornando a casa ho pensato di nuovo al mio primo anno di liceo, che in questi giorni ci sto pensando parecchio visto che dal nulla è rispuntato
quel cd che è un po' il simbolo della mia
rinascita da liceale, e a tutte le persone che ho conosciuto in quell'anno e con cui mi vedevo e mi sentivo e che ora sinceramente non so che fine abbiano fatto.
e sabato scorso è rispuntata dal nulla anche la persona che
quel cd a suo tempo me lo prestò, e giù con un'altra valanga di ricordi legati a lei e a tutto quello che lei ha significato per me in quel periodo bello e dannato che sembra davvero troppo lontano, i lunghi discorsi alla stazione termini vicino ai binari, la gelosia, l'invidia e le troppo, troppo infami prese per il culo.
e come se non bastasse, ci si è messa pure l'occasione di scrivere un papiro di lettera all'
Amica e quindi ripercorrere tutte le tappe di quel climax ascendente che è poi recentemente sfociato nell'amicizia più pura che abbia mai avuto, a partire da quella mattina di quattro anni fa in cui in un'ora di buco ci sentimmo una canzone
di quel cd dal suo lettore mp3. (e poi la lettera e il regalo ad essa abbinata hanno anche fatto commuovere oltre misura l'Amica)
ora mancano due settimane esatte al mio compleanno, e forse è la paura della maturità che mi fa tornare indietro nel tempo, forse il mio inconscio vuole salvare tutto il salvabile delle mie tragicomiche avventure per poi buttarsi a precipizio, l'undici novembre,
in un'altra nuova vita fatta di nuove decisioni responsabilità impegni risate grezze mattate fughe urla e ribellioni.
ma intanto domani mattina rotta verso firenze, firenze che è un'altra immagine dei miei quattordici anni, il treno il sole le foto la conta dei fichi il ponte vecchio e quel bel fermacapelli di pelle che il primo furto non si scorda mai.