durante la lettura di questo post è consigliato l'ascolto di no surprises - radiohead
io ci ho pensato a lungo, giuro, ci ho pensato, è da tanto che ci penso, è stata una riflessione lunga e travagliata la mia. riflessione che stranamente, per essere mia, è arrivata ad una conclusione, che forse non farà piacere a qualcuno. ma era inevitabile.
e siòri e siòre, qui si parla di un addio. un addio a questo blog che ha accompagnato i miei passi per un anno e più, ha raccolto sfoghi lacrime risate gioia musica frasi di canzoni foto rimorsi, ma che ora come ora non sento più come mio. non lo sento più come uno spazio dove potermi esprimere con la libertà di cui una come me ha disperato bisogno, e la colpa di tutto ciò è mia, che spinta da una superbia che molti ben conoscono ho permesso l'accesso a questo angolo a chi non di dovere.
e come può una rondine volare, se vive in una gabbia?
quindi, oltre agli auguri di buon anno, che in altre circostanze avrei condito di caustici sputacchi e lamentele contro il sistema, vi porgo un addio che in fondo addio non è, perché forse ci rincontreremo presto da qualche altra parte, con una nuova carica che forse, a chi ammira le parole della sottoscritta, ne renderà ancor più piacevole la lettura.
e il lasciare in sospeso una certa vicenda che da qualche tempo si trascina è un invito, per coloro di cui sopra, a cercare il nuovo cantuccio di questa poetessa-ma-anche-no che ora vi saluta, ringraziandovi per la stima che le avete accordato in questi 15 mesi circa.
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