l'io è un mare sconfinato e immisurabile

Blogger: squarcy
io sono colei che mi si crede. caustica e materna, pigra e viaggiatrice, lunatica e testarda, bohémienne e sentimentale, ribelle e possessiva, fortunata al gioco e sfortunata in amore, fiera aralda della perenne lotta contro il mondo, amante del granato e del turchese, dell'art nouveau, delle lingue straniere, della politica e dello shopping.

il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce

la luce. il buio. il nero. il rosso. il verde acido. il turchese. il mare. cantare. suonare il pianoforte. la brezza leggera. la frutta. il sole. scrivere a matita. disegnare. la mia calligrafia. ridere. i miei occhi. fare foto. camminare. ballare. viaggiare in treno. la musica tzigana. le percussioni. gli archi. dublino. parigi. il formaggio. montmartre. trastevere. il francese. il granato. l'ambra. gli abbracci mulino bianco. i tramonti estivi. le righe rosse e nere. le spirali.

l'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito

chi non rispetta i propri simili. la violenza gratuita. il vento forte. l'umidità. la superficialità. l'indifferenza. la falsità. l'ottusità. chi sa solo criticare. chi non sa chiedere scusa. chi perde subito la pazienza, e chi me la fa perdere. chi non si accorge che qualcosa non va. chi mi mette soggezione. chi non sa ascoltare. i silenzi imbarazzanti. l'ignoranza. l'emo. le x, le k e tutti gli stupri della lingua italiana.

chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione

utente anonimo in -piccoli appunti di ...

chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

dove le parole finiscono, inizia la musica

Detektivbyrån - E18

solo la poesia ispira poesia

...lui ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire, quando dice "è quattro giorni che ti amo, ti prego non andare via, non lasciarmi ferito"...

molti ammirano, pochi sanno

*loading* paia di occhi hanno letto queste parole
domenica, 31 dicembre 2006

e rieccoci, dopo un anno, a scrivere l'ultimo post dell'anno.
tralasciando il resoconto del mio natale, che è stato inaspettatamente piacevole, passo ad un bilancio dell'anno che sta per finire.
sì lo so, ultimamente sto facendo troppi bilanci di qualsiasi cosa, ma chi lo sa, forse è un segno che sono un'economista nata...?
un bilancio diverso, però. perché ogni mese di quest'anno è stato diverso dal precedente e ad ognuno potrei affibbiare un titolo, meglio, il titolo di una canzone, e stabilire una canzone che gli ha fatto da colonna sonora.
indipercui.

gennaio    la solitudine
la ballata del michè - fabrizio de andré

febbraio  kiss me
l'iditenté - les têtes raides

marzo  no regrets
mezzi litri e canzoni - banda bassotti

aprile  right where it belongs
ever fallen in love (with someone you shouldn't've)? - buzzcocks & la veillée - yann tiersen

maggio  bouquet de nerfs
the blower's daughter - damien rice

giugno  city of delusion
dammi una lametta che mi taglio le vene - rettore

luglio  regno d'acqua
piazza alimonda - francesco guccini

agosto  paris
the clock - thom yorke

settembre  on cultive la distance
elementa - meg

ottobre  I don't know what to do with my life
con la mano levanta - macaco

novembre  I'm eighteen
l'oiseau sans plumes - la rue kétanou

dicembre  amore e disgusto
mysteries - beth gibbons


è stato bello, è stato strano, è stato inaspettato, è stato diverso, è stato davvero unico, è stato tormentato.
un anno da ricordare, insomma.

corroso da squarcy alle 16:11 | link | commenti
categorie: musique, ma vie

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