le mutande della Guinnessportano davvero fortuna!
ci sono giorni in cui ti accorgi che qualcosa in te effettivamente è cambiato e non è più come te lo ricordavi un tempo.
in quei giorni ti accorgi che la tua faccia assomiglia irrimediabilmente sempre di più ad un culo, e la cosa non ti preoccupa. anzi. ti riempie di orgoglio.
ti fa sentire soddisfatta e allegra. ti procura una euforica sensazione di gaudio e letizia che si manifesta nei momenti più disparati, dal seguire una lezione di chimica al defecare placidamente sulla tazza del cesso.
ti fa scoppiare a ridere di botto, perché, ricordando ciò che hai spudoratamente fatto poche ore o minuti addietro, pensi incredula e sorridente, con un'espressione da ebete felice stampata in faccia,
"ma cosa cazzo ho fatto?!?"
e te ne compiaci sempre di più, perché sai che non hai provato vergogna, che hai in un certo senso sfondato una barriera che -secondo la tua mente col fuso orario americano- non eri ancora riuscita ad abbattere.
ed è così che sei piena di quello che hai fatto, non provi rimorsi, non provi timidezza, non provi paura per essere andata dal cosiddetto Nascone, dietro al quale avevi sbavato tutto l'anno scolastico precedente, ed avergli detto senza alcun pudore
"cè, io too devo dì, sei popo 'nfico!"
e ti provoca ironica tenerezza il fatto che lui, nonostante il suo diploma e i suoi 19 anni suonati, sia stato colto da una vampata di color rosso scarlatto in viso e ti abbia risposto imbarazzato
"comunque anche tu sei carina..."

come disse la savia Arianna: "regà, chiamateje 'n manicomio ve prego.."