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all good things come to an end.
lo dice quella neozoccolona di nelly furtado in una canzone che giuro, non ho mai sentito, e ora lo dico anch'io, dopo mesi di silenzio su questi lidi, per rimarcare il mio abbandono.
perché in ogni caso, ora, riprendere a scrivere su questo spazio non avrebbe senso
dato che il nome stesso ha perso un senso.
blue velvet
tanto tempo fa avevo scelto questo nome perché reduce da un viaggio-concorso memorabile col mio coro, la cui divisa è, appunto, di velluto blu.
ma ora, oggi, la mia avventura corale si è conclusa. in un mare di lacrime, occhi gonfi e rossi, abbracci e parole di incitamento, altri occhi rossi e gonfi a chiedere un ripensamento. ma squarcy ha deciso e nulla la riporterà indietro, perché per una volta che ha preso una decisione chiara (come dice la pubblicità della sambuca molinari) non ci ripensa su.
c'est la vie, la vita che continua, si apre una porta e se ne spalancano tante altre, e non dico che la mia vita deve essere consacrata alla bohème ma più esperienze si fanno e meglio è. e il coro questo lo impedisce. anzi lo impediva.
e da martedì comincerò a sperimentare questa nuova era, di libertà, di mancanza-di-un-pezzo, di pomeriggi liberi.
e chissà che tutto, d'ora in poi, non giri meglio di quanto sia mai stato.
durante la lettura di questo post è consigliato l'ascolto di no surprises - radiohead
io ci ho pensato a lungo, giuro, ci ho pensato, è da tanto che ci penso, è stata una riflessione lunga e travagliata la mia. riflessione che stranamente, per essere mia, è arrivata ad una conclusione, che forse non farà piacere a qualcuno. ma era inevitabile.
e siòri e siòre, qui si parla di un addio. un addio a questo blog che ha accompagnato i miei passi per un anno e più, ha raccolto sfoghi lacrime risate gioia musica frasi di canzoni foto rimorsi, ma che ora come ora non sento più come mio. non lo sento più come uno spazio dove potermi esprimere con la libertà di cui una come me ha disperato bisogno, e la colpa di tutto ciò è mia, che spinta da una superbia che molti ben conoscono ho permesso l'accesso a questo angolo a chi non di dovere.
e come può una rondine volare, se vive in una gabbia?
quindi, oltre agli auguri di buon anno, che in altre circostanze avrei condito di caustici sputacchi e lamentele contro il sistema, vi porgo un addio che in fondo addio non è, perché forse ci rincontreremo presto da qualche altra parte, con una nuova carica che forse, a chi ammira le parole della sottoscritta, ne renderà ancor più piacevole la lettura.
e il lasciare in sospeso una certa vicenda che da qualche tempo si trascina è un invito, per coloro di cui sopra, a cercare il nuovo cantuccio di questa poetessa-ma-anche-no che ora vi saluta, ringraziandovi per la stima che le avete accordato in questi 15 mesi circa.
c'era una volta una bambina con gli occhi ghiotti di cielo, i capelli crespi e ribelli, le orecchie affamate di suono e le labbra deserte di baci.
questa piccola esserina vivente attraversò e fu attraversata da migliaia di avventure e sensazioni, spiacevoli e deliziose, il cui leitmotiv era la convinzione di essere, appunto, piccola. convinzione da cui traeva tutti i vantaggi possibili ma di cui, a volte, quasi si vergognava.
poi un giorno si svegliò e si accorse che era arrivato il momento in cui questa convinzione le sarebbe stata strappata via a forza dalla legge.
e lo stesso giorno trovò accanto al suo tè e ai suoi biscotti mattutini una piccola rosa rosa mangiucchiata dagli insetti e un biglietto che annunciava un regalo davvero inaspettato.
e dopo una giornata abbastanza stancante e forse un po' deludente, la sera lesse un altro biglietto, abbinato a un regalo non inaspettato ma soprattutto desiderato. e aprì quella scatola di latta e si riempì le narici del profumo del legno di cedro. proprio come una bambina.
la bambina ora ha 18 anni e perciò è maggiorenne.
e in quanto tale può
votare
aprirsi un conto in banca
bere legalmente gli alcolici
prendere la patente di guida B
firmarsi da sola giustificazioni e permessi
essere arrestata e incarcerata
e deve
pagare tutti gli ingressi ai musei statali.
[...] e poi arrivi ad un certo punto e ti accorgi che qualcosa, in tutto questo tempo, è cambiato. davvero.
in un fresco pomeriggio di metà ottobre vai in fgci, e come al solito stai zitta zitta perché non conosci nessuno e le cose nuove ti imbarazzano sempre. però dopo un po' qualcosa la riesci a dire, qualcosa di nemmeno troppo stupido. e riesci anche a fare i complimenti a quel fico coi dread seduto accanto a te per la sua felpa degli shandon, e a dirgli tranquillamente che quella felpa ce l'hai anche tu e quando si sono sciolti stavi in lutto. e poi vieni anche coinvolta nelle attività, ti fai avanti tu stessa, e ti senti finalmente una persona almeno minimamente utile. e quando poi aspetti alla fermata dell'auto con la tua amichetta, sei euforica e ridi come una matta.
però
non pensi
(o almeno, ci pensi dopo)
che tre anni fa, in un freddissimo pomeriggio d'inverno, sei andata al collettivo di scuola tua all'acrobax, e quando sei stata interpellata non hai spiccicato parola.
non so se è scontato, dato il massiccio ed alienante utilizzo del quid in questione, se insomma molti altri utenti ad un certo punto della loro vita hanno provato questa stessa mia irritante sensazione, o se è una mia esclusiva.
sta di fatto che.
sto cominciando ad odiare msn.
e non ci posso fare niente.
comincio a non soffrire più l'asetticità di quel malefico programma, il suo essere in balìa della rete, della connessione, dei firewall e compagnia bella, l'impossibilità di far capire il tono delle frasi e il conseguente fraintendimento di circa il 60% di ciò che si dice.
comincio a non sopportare più la protezione di questo schermo che nasconde l'espressività del volto e l'emotività della parola, che come una corazza cela ogni barlume di emozione, nel bene e nel male.
comincio a desiderare la conversazione verbale, e quindi i numeri di telefono delle persone che conosco, perché comincio ad aborrire l'instabilità di certi rapporti appesi al filo di msn.
e comincio finalmente a stancarmi di aspettare per secondi, minuti, ore una risposta che non arriva mai.
(c'ho messo un po' di tempo eh, però alla fine mi sono svegliata.)
Pensare? Perché pensare! Abbiamo i computer che lo fanno per noi.
è bello, in fondo, tornare a casa un po' brillocci, barcollando un po', appoggiandosi alle pareti dell'ascensore assumendo pose ambigue, guardare nello specchio e ridere di sé stessi.
è bello poi dire cose di cui ci si rende conto venti minuti dopo, e ridere senza motivo, e fare voci strane e sguardi ammiccanti senza volerlo.
è bello passare una serata con i proprio compagni di classe e le due professoresse più simpatiche, mangiando bevendo e ridendo, pensando che dopo cinque anni sudati finalmente si è riusciti a creare almeno un abbozzo di gruppo, e che stasera mancavano solo due persone, uno malato, l'altra che comunque avrebbe pisciato.
è BELLO tutto ciò.
ed è ancor più bello non aver rimpianti per il concerto perso per partecipare a questa serata.
ed accorgersi che questa serata ha risollevato una giornata che sembrava volgere verso la tragedia più nera.
ora sto bene.
8.1
non è la nuova versione di msn, né una data da ricordare, né un punteggio a una partita di chissà quale gioco.
è la mia media di quest'anno.
6 crediti strappati a forza, e con questo posso davvero dire grazie ai miei professori, che odio che detesto che gli bucherei le gomme che li prenderei a schiaffi che magari morono che però stavolta mi hanno davvero voluto bene.
e si conclude così l'A.S. 2005/06, un'annata pazzesca.
una classe di 16 persone stipate in un'aula minuscola, le risate le rivalità i litigi gli amori le amicizie le rotture. il viaggio a berlino. e la consapevolezza che a quest'anno passato a cazzeggiare seguirà un anno tremendo, in cui non ci sarà spazio per il cazzeggio.
addio 4°D.
FREEDOM!
freedom di oziare
liberté di girovagare per un'intera giornata
Freiheit di dedicarsi a sé stessi per più di dieci minuti
libertad di volare sulle ali di Pindaro
vrijheid di ritrarre le proprie idee su fogli leggeri
askatasuna di prendersi i propri tempi
libertà di non studiare.
il mio anno scolastico si è ufficialmente concluso.
I AM FREE
aux champs élysées, aux champs élysées
au soleil, sous la pluie,
à midi, à minuit
il y a tout ce que vous voulez
aux champs élysées
se Paris chiama, squarcy risponde.
e che risponde? sì, no, non lo so, un mese, due settimane, cinque giorni?
tutto è nell'aria, ancora..
ma squarcy risponde.
e non c'è niente da fare
che qua si respira proprio l'aria dell'estate.
...abbiamo vinto...
[sentito disgusto per quella gran massa di teste di cazzo che hanno avuto il coraggio di votarlo ancora.]
estro creativo sotto zero.
ma forse ve ne siete accorti, magari venendo a controllare questo blog ogni giorno e cliccando forsennatamente sul tasto "Aggiorna", alla ricerca di nuovi e succulenti sfoghi cinici della sottoscritta contro il mondo e le sue piccolezze.
ma forse anche no.
e il periodo in corso non è dei più banali, si alternano fasi di spensieratezza, semidepressione, preoccupazione e felicità. l'anno scolastico sta per volgere al termine e i voti non sono dei migliori, il tempo che non basta mai non aiuta in nessun campo, la disorganizzazione, la pigrizia innata, il sole fino a tardi e gli uccellini fuori dalla finestra completano il quadretto. poi si aggiungono eventi salienti e portatori di svolte epocali (come ad esempio la liberazione dall'ortodonzia fissa che mi ha tormentata per 34 mesi), incazzature varie (quelle non mancano mai) e fugaci lampi di genio, ispirazioni e aspirazioni ad una vita migliore.
altro da dire? no, nient'altro, a parte che oggi e domani sono i giorni più importanti per il destino dell'Italia, e quindi vi faccio un appello, ANDATE E VOTATE voi che potete, e per favore, nelle urne, SIATE COGLIONI.
che se rivince berlusconi io finisco il liceo e scappo a parigi.
giuro.
cosa si vede dalla vostra finestra?
io vedo QUESTO:

incredibile a dirsi, torno in queste lande per esprimere serenità/gioia/allegria/seraficità che il suddetto panorama mi procura.
sole! caldo! fiori!
le printemps est arrivé, e io aggiungerei finalmente, finalmente brilla il sole ed abbaglia l'interminabile freddo appena passato (si spera definitivamente), cancella l'autunno dimmerda, sommerge l'inverno enigmatico, spalanca le porte al profumo di una nuova stagione, accoglie idee e pensieri e desideri e valanghe di cazzate e risate e forse sto esagerando ma è bellissimo vedere il cielo chiaro fino alle sette di sera e anche oltre.
e vaffanculo a tutto quello che finora non mi ha fatto sorridere, vaffanculo di cuore, la vita, la MIA vita non è fatta per piangermi addosso, vaffanculo anche a me stessa che a farmi star male mi ci sono messa anche io, vaffanculo a chi mi pone dei limiti, a chi mi vuole male, a chi mi mette in difficoltà, a chi mi fa incazzare, a chi non sa discutere, a chi mi ha presa in giro, a chi non combatte, a chi preferisce la schiavitù alla libertà, una bottiglia di birra a un libro.
e aiutami o musa a compiere la mia nuova missione di donna rinata a nuova vita,
aiutami a cancellare le lacrime dai volti
aiutami a far fiorire un sorriso.
VENDETTA!
tremenda vendetta!
arriva come un fulmine a ciel sereno, fiamma che arde nei tuoi occhi, fuoco che incendia la tua mente diabolica!
voglio vendicarmi, dopo mesi e mesi, sì! ma la vendetta è un piatto che va gustato freddo, no?
è infantile, stupida come cosa, e non risolverà nulla anzi peggiorerà la situazione...ma francamente me ne infischio.
sono una bambina stronza
e questa è l'unica verità!
tutto il resto passa in secondo piano..anche l'odio che mi tirerò addosso della cagnetta a cui ruberò l'osso.
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