





è strano spiegare come lo stato d'animo alterato influisca sulla cosiddetta ispirazione,
quel soffio creativo così instabile e lunatico che irrora la mente di idee e di passione le mani; a volte impetuoso e passionale, lieve e dolce come un vento forza 2 in altre circostanze, quella tempesta di pulsazioni e impulsi elettrici
si mostra solo in precise e indeterminate condizioni astrali ed emozionali: appunto, gli stati d'animo alterati.
Alterati rispetto alla "norma". Nera depressione, rabbia omicida, felicità scoppiettante, desiderio lussurioso, spossatezza fisica e psichica. questo induce la mano a gettare segni indelebili, marchi bollenti!
perché sente la necessità impellente di annotare su carta (o web, o pelle..) che c'è qualcosa di STRANO in tutto ciò che le accade!
ECCO perché ultimamente non riesco a produrre scritti degni di me e della mia straordinaria, ermetica, frammentata e poetica retorica abituale. No, la modestia non c'entra. È che un periodo piatto (emozionalmente parlando! perché è invece pregno di avvenimenti esaltanti...ma mai troppo) come quello che ha cominciato a profilarsi a partire dall'11 novembre non infonde gli stimoli atti ad essere convertiti in emozioni d'inchiostro, o in puntini luminosi. Ecco perché.
Chiudo questo umile "lamento/esaltazionedimestessa riferendovi in poche righe che nella giornata di ieri ho partecipato alla manifestazione per i diritti degli studenti (il 17 novembre è la giornata internazionale della mobilitazione studentesca) e incredibilmente c'è stata una mobilitazione di massa del mio liceo, nonché una partecipazione "di massa" della mia classe (impossibile omettere le virgolette: la mia classe è formata da 16 persone)...entrambe, come già accennato, del tutto inaspettate.
Buono.
ricordo un ponte alto centinaia di metri che dà su una foresta, e delle reti fissate a quel ponte. e quel ponte conduce ad una cittadina. e in quella cittadina c'è una piazzetta. e in quella piazzetta c'è una fraschetta. anzi, ce ne sono parecchie.
ricordo una fraschetta e dentro tanta gente, dei bori autoctoni e delle persone più normali, che sono lì per me. ma l'atmosfera è un po' fredda. mi ricordo il mio umore, tendente al basso.
mi ricordo il pane, la porchetta, i carciofini, i formaggi, le mozzarelledibbufala, i pomodori, i salumi, le salsicce, le coppiette.........e le molteplici romanelle.
ricordo che della gente continua ad arrivare, e insieme alla gente arrivano altre romanelle, e lì l'atmosfera si anima.
ricordo guance rosse, gente che ride abbuffo, foto demenziali, discorsi semimpegnati, un litigio anzi due e la cameriera bburina.
eppoi ricordo una torta e qualcuno che si diverte a metterci sopra le candeline, poi la luce che si spegne e tutti che cantano tantiauguriatte.
ricordo poi la luce che si accende e io che taglio a pezzi la torta, la gente mi brinda attorno e io taglio taglio taglio finché mi arriva una busta, e in quella busta ci sono i miei regali.
ricordo la paura di trovare lo stesso completino che mi era stato appena regalato, al vedere quella bustina di intimissimi. ricordo quel timore che fugge subito via allo sciogliere il fiocchetto di quella bustina. poi ricordo un altro pacchetto, morbido, una carta fucsia, lo scarto ed ecco apparire la borsa che desideravo da tempo, e ricordo anche la speranza di trovare quella borsa.
poi mi ricordo la piazzetta, di nuovo, ma ora vuota e fredda, e ricordo delle viuzze della città, una fontana, delle scalette e una macchina. e poi l'appia, il raccordo, la città militare, e i discorsi in macchina e l'autista che si ammazza dalle risate.
ricordo un parcheggio desolato..17 candeline piantate sull'asfalto, qualcuno in piedi e qualcuno a terra, un elefantino di plastica, canne che girano.
e ricordo dei saluti nella notte, dei baci degli abbracci e degli ancora auguri alè.

Aujourd'hui, october the seventh, è la prima giornata davvero fredda dell'autunno. E sarà il freddo, sarà la pioggia incessante, sarà che tutto questo mi ricorda irrimediabilmente la mia bella Dublin, è stata una giornata davvero strana.
Davvero davvero strana.
Oggi mi sono riscoperta invidiosa e gelosa, di una gelosia violenta e malvagia, nei confronti della persona con cui ho il rapporto più lunatico del mondo. Ovviamente in questo istante la mia mente ricama autonomamente sul suo nome epiteti non esattamente gradevoli e affettuosi, che se fossero riportati su carta riempirebbero almeno dieci libri di cui anche solo una pagina scarsa riuscirebbe a ferire nel profondo la suddetta persona. Quando voglio so essere davvero stronza.
Nelle cinque ore mattutine ho riscoperto la mia capacità d'improvvisazione_non intesa come approfondita conoscenza dei giri armonici tipici del blues o del jazz, delle 12 battute e del 2°-5°-1°, e conseguente capacità di creare sopra pochi ripetuti accordi melodie esotiche ed inusitate\ma come freddo controllo e accelerazione spontanea delle proprie facoltà intellettive nel momento del bisogno_e la mia genialità nel mondo del latino e della matematica, in un ambiente selvaggio e popolato da occhi increduli e spalancati di fronte a cotanta saggezza; e altri occhi, i miei, spalancati ed increduli di fronte a cotanta genialità. Davvero incredibile.
PUDORE, CHI ERA COSTUI?
In effetti non mi sto davvero regolando..è come se pretendessi che i miei film mentali avvenissero davvero, perché vedo precipitare le mie aspettative su di tutti. No, non mi sta bene così. Non mi sta bene che tutto accada intorno a me e non mi sfiori, che ciò che voglio mi passi accanto e vada a colpire un'altra persona, come se fossi un bersaglio mancato. Tutto avviene senza il mio controllo e questo mi irrita profondamente, e mi vedo obbligata a rendermi insopportabile al popol tutto nel tentativo di risultare al popol tutto più gradevole del popol tutto.

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